Un lavoro non facile, Lettera da Campinas 1999
Cari papà, mamma, fratelli e parenti tutti, vi penso sempre e prego per voi. Papà e mamma tutti i giorni li ricordo nella Messa e li affido al Signore. All'arrivo in Brasile sono stato accolto da due saveriani che mi aspettavano all'aeroporto. Nei giorni seguenti sono andato a visitare alcune nostre comunità.
Adesso mi trovo nella mia nuova parrocchia, nella periferia di Campinas, a circa 120 chilometri da San Paolo. Campinas è una città di due milioni di abitanti e la mia parrocchia ne conta più di 50mila! Come in tutte le periferie delle grandi città c'è povertà e una vera babele di gruppi religiosi: ci sono almeno 50 chiese protestanti di sette diverse.
Il nostro lavoro non è facile. Noi abbiamo undici comunità che potrebbero essere altrettante parrocchie, perché ognuna è ben strutturata, con una direzione, un consiglio pastorale e varie équipe di coordinamento in mano a bravi laici, uomini e donne che s'impegnano generosamente. Senza di loro noi sacerdoti non potremmo sostenere parrocchie così grandi.
Il sacerdote visita regolarmente questi luoghi per incontrare gli animatori laici ed esaminare con loro l'andamento della comunità; vi celebra l'Eucaristia e accoglie chi desidera ricevere il sacramento del perdono. Un lavoro enorme davvero, ma non sono solo. Mi aiutano un missionario anziano e un altro malato, che vive a San Paolo e viene per insegnare ai catechisti.
Approfitto per mandare gli auguri di buon onomastico ad Alfonsino (1 agosto) e a mamma (23 agosto).
Ciao, un abbraccio fortissimo a tutti. Vostro, Peppino.








