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La mia vocazione come Saveriano è iniziata da un avvenimento molto semplice. Nel 1992, dopo aver terminato i miei studi in un’Università a Semarang - Giava Centrale (Indonesia) - mi sono sentito chiamato a diventare presbitero.

A quel tempo, non sapevo quale congregazione religiosa scegliere. Un giorno, mentre partecipavo alla Novena di Santa Teresa di Lisieux nella Parrocchia di Bongsari, dopo aver letto la sua biografia, ho avvertito dentro di me lo stesso desiderio della Santa: avere un fratello che volesse diventare missionario. E anch’io le ho detto: “Santa Teresa, voglio essere tuo fratello! Voglio essere un presbitero missionario”.
Lo Spirito Santo mi ha ispirato a prestare attenzione ad un annuncio pubblicato dalla Pia Società di San Francesco Saverio sulla rivista HIDUP (Vita) - settimanale per i cattolici di tutta l’Indonesia - che diceva: “Chi vuole essere missionario si unisca a noi!”.

Dopo aver trovato l’indirizzo, ho contattato un Saveriano e ho inviato una lettera in cui comunicavo la mia intenzione di entrare da loro. Dopo una lunga selezione, sono stato accettato come candidato. Ho lasciato il mio lavoro di insegnante di scuola superiore e ho iniziato l’anno di prenoviziato nel 1994. Sono stato ordinato presbitero nel 2002, oramai faccio parte dei Saveriani da 31 anni! 
Nel cammino di formazione, ho compreso l’unico ed esclusivo scopo della Pia Società di San Francesco Saverio, cioè predicare il Vangelo a chi ancora non lo conosce. Più conosco e amo questo carisma e più mi sento chiamato a viverlo. Ecco perché mi sento motivato a condividerlo con gli altri. 

Il primo incarico dopo l’ordinazione presbiterale è stato studiare il francese a Parigi, per prepararmi al lavoro missionario in un paese francofono. Nell’ottobre 2004 sono partito per il Camerun. Mi è stato affidato il compito della formazione, in particolare nella Comunità della Teologia Internazionale di Yaoundé e di essere, allo stesso tempo, vicario parrocchiale della vicina Parrocchia di Gesù Buon Pastore. Nella comunità formativa, ho avuto l'opportunità di imparare dai pp. Larcher, Ramazani e Tovo ad essere formatore dei candidati alla vita saveriana. In questa comunità, ho anche imparato a vivere la dimensione multiculturale della nostra famiglia religiosa e missionaria. Provenivamo da ben 8 paesi diversi! Non è stato facile vivere l'interculturalità, tuttavia c’era in ciascuno di noi la volontà di sentirla come una ricchezza per la crescita della congregazione.

Dopo sette anni di missione in Camerun, mi è stato chiesto di tornare in Indonesia, ricevendo un nuovo incarico: maestro dei Novizi. Ma in me restava forte il desiderio di annunciare il Vangelo a molte persone.
Con il passare del tempo, Dio mi ha esaudito. Dal 2015 mi è stato chiesto di diventare uno degli insegnanti del corso organizzato da alcuni fedeli per l’Animazione missionaria a Jakarta. Si tratta di un ambiente molto bello per condividere lo spirito missionario con partecipanti a maggioranza laica. 

Poi, durante la pandemia di Covid-19, fino a prima della mia partenza per Roma, sono stato invitato a celebrare regolarmente la Messa trasmessa dall’emittente televisiva nazionale (TVRI). Ci sono anche radio e televisioni private che mi hanno invitato a commentare la Parola di Dio del giorno. Questo servizio è in grado di raggiungere molte persone. Alcune congregazioni religiose mi hanno invitato a guidare settimane di Esercizi Spirituali o semplicemente ad animare ritiri mensili. Tutte queste attività le ho svolte con gioia, al solo scopo di condividere l'unico carisma della nostra famiglia missionaria: annunciare la Buona Notizia a tutti gli uomini e donne, specialmente a coloro che ancora non conoscono Cristo. 

Ci sono anche attività che non sono un annuncio esplicito del Vangelo, come per esempio la convivenza con i nostri fratelli e sorelle musulmani che vivono accanto alla nostra comunità di Bintaro, a Jakarta. La maggior parte dei nostri vicini ha abbracciato l’Islam. Conviviamo pacificamente con loro, facciamo visita e lavoriamo insieme per la cura dell'ambiente. La nostra casa è spesso utilizzata come luogo di incontro per i residenti per parlare degli aspetti legati alla convivenza di tutti i giorni. 

Sento che la mia vita si sta arricchendo e la mia gioia si fa sempre più piena. Sono rimasto molto contento dopo aver letto e approfondito il Messaggio di papa Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale del 2025. Il Papa apprezza molto la chiamata missionaria verso le nazioni che non hanno ancora conosciuto Cristo. Il carisma ricevuto da mons. Conforti centotrent'anni fa in Italia, ora può essere vissuto anche da persone fuori dall’Italia (la mia storia vocazionale ne è un esempio). Questo è un grande miracolo! Grazie a Dio!

Da inizio settembre mi è stato chiesto di trascorrere un anno sabbatico a Roma. Credo che in questo evento ci sia stato un intervento del Signore Gesù. Vivo le mie giornate qui come una forma di ascolto ed obbedienza alle parole del Maestro. Lascio che sia il Signore stesso ad operare attraverso questo suo umile servitore. Credo totalmente che il Signore Gesù saprà fare una pesca abbondante.
Vivo i miei giorni affidandomi alle parole della mia Santa preferita: “Tutto è grazia”. Vivo gli eventi della vita, piacevoli o meno, con la convinzione che in essi ci sia la grazia di Dio per me e per il mondo, seguendo l’esempio della Vergine Maria, la quale disse: “Avvenga in me secondo la tua Parola, o Dio”.



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