Un catechismo coraggioso
Per i ragazzi cristiani giapponesi
Se p. Takayama Sasdayoshi (il saveriano p. Virginio Aresi) fosse ancora vivo e avesse partecipato all'incontro dei preti della diocesi di Kagoshima, avrebbe ordinato almeno 100 libri intitolati "Martires". Era una sua idea fissa quella dei martiri giapponesi, come pure era fissa l'idea che la Chiesa giapponese ignorava il discorso sul martirio e non valorizzava sufficientemente la sua storia di fedeltà e testimonianza pagata col sangue di tanti cristiani giapponesi.
Il grande missionario p. Takayama sarebbe trasalito nel sentir parlare p. Furusu, sacerdote della diocesi di Nagasaki, che impostava tutto il discorso della catechesi-formazione cristiana dei ragazzi utilizzando gli ultimi ritrovati pedagogici e centrando tutto sul discorso storico del martirio.
Per i ragazzi di oggi, che hanno tutto ciò che è materiale e mancano di cibo spirituale che dia senso alla vita di ogni giorno, la proposta di p.Furusu è veramente un pugno nello stomaco. Sembra che i ragazzi cristiani di V e VI elementare di Nagasaki divorino il testo da soli con notevole avidità ed interesse, e dichiarino apertamente, con orgoglio, di essere cristiani!
Cos'è che ha permesso ai martiri di essere così forti? Così decisi? Così coraggiosi? Da dove viene il segreto della loro forza? Il testo "Martires" spiega il segreto in termini documentabili e comprensibili. Il vescovo di Kagoshima, nell'Anno Santo del Signore, ha proposto come tema di studio comune la formazione alla fede e alla sua trasmissione alle giovani generazioni, non tanto come dottrina, ma come vita vissuta.








