Un anniversario importante
Il 16 settembre 1990, assieme ad altri cinque confratelli saveriani, il Cardinal W. Kasper, allora vescovo di Stoccarda, mi ha ordinato presbitero. Tre di loro sono attualmente in missione all’estero, mentre altri tre sono impegnati in servizi in Italia. Due siamo nella stessa comunità di Tavernerio: p. Paolo Gallo e il sottoscritto.
Il 15 settembre 2015 abbiamo concelebrato l’Eucarestia con i nostri confratelli ammalati della casa Madre. Il giorno 16, anniversario della nostra ordinazione presbiterale missionaria, ci siamo recati al santuario di Fontanellato dove - sull’esempio di Mons. Conforti - 25 anni prima, avevamo celebrato una messa di ringraziamento. Il ricordo di tale anniversario è continuato poi a Tavernerio, prima con i benefattori italiani e, in seguito, il 3 dicembre, durante la festa di San Francesco Saverio, con i sacerdoti e gli amici della nostra comunità. Momenti belli e sentiti di profonda preghiera e ringraziamento al Signore.
Al paese natale
L’8 dicembre, solennità dell’Immacolata, ho avuto la gioia di celebrare il XXV a Villa di Serio, mio paese natale. Con me hanno concelebrato il nuovo parroco don Paolo e due carissimi confratelli della comunità saveriana di Alzano, i padri Giuseppe Rinaldi e Pilade Rossini. Circondato da tutti i parenti e familiari, ho ricordato, nella celebrazione, i miei cari genitori defunti.
Ancora una volta, ho potuto sentire tutto l’affetto della mia comunità di origine, del gruppo missionario e della famiglia saveriana. Durante la celebrazione, ho detto ciò che più mi stava a cuore. Il ricordo è andato ai giorni della mia prima messa in paese quando, accompagnato dall’allora parroco don Franco Cavalieri e dal curato don Ettore Galbusera, sono stato accolto dalla comunità in un paese vestito a festa.
Le tre tappe della mia vita fino ad oggi
Ho tracciato a sommi capi le tre tappe della mia vita dall’ordinazione a oggi: a Desio, come animatore missionario; in Bangladesh e a Tavernerio (Como).
Durante l’omelia ho manifestato almeno due importanti sentimenti maturati dentro di me lungo questo tratto di strada: la convinzione di scoprirmi, nonostante le mie fragilità, sempre più amato dal Signore e degno del sacerdozio ricevuto in dono; e poi la chiamata ad accettare con fede l’interruzione dell’attività missionaria in Bangladesh a causa della malattia.
L’accettazione del limite, così difficile per tutti, è la prova più vera di una vita vissuta nella fede, dove lasciamo a Dio la “guida” e gli permettiamo di guidarci là dove Lui ritiene ci sia il meglio per noi.
Riconoscente alla Madonna
Infine, ho ricordato come, nel 2015, su invito di amici e parenti, ho avuto la gioia di ringraziare la Madonna per il dono della sua protezione materna, recandomi pellegrino prima a Lourdes e poi a Medjugorje. Maria, venerata e pregata da noi Villesi con il nome di Madre del Buon Consiglio, mi è sempre stata vicina con il suo esempio di fede, con la sua ispirazione e con i suoi ammonimenti.
A lei che, ancora oggi dice “fate/fai quello che vi/ti dirà”, chiedo la grazia della semplicità e della fedeltà alla vocazione ricevuta in dono.







