Un angelo che viveva in terra
Un’opera dello scultore Ferruccio Guidotti, posta sul piazzale antistante la chiesa parrocchiale di Cornale, porta una scritta: “Padre Luigi Carrara missionario saveriano martire della fede nel Congo. Cornale-Bergamo Italia 3 marzo 1933 - Baraka, Kivu, Congo 28 novembre 1964”.
Un perenne ricordo di questo martire, oggi Beato, che la sua gente ha voluto perché quel sentimento di ammirazione e di devozione che aveva profondi nel cuore fossero manifesti a tutti. E che tutti sapessero che in quel borgo era nato un figlio poi diventato martire e Beato. Un martire di oggi, della missione di Cristo. La scultura rappresenta p. Luigi col suo sguardo mite e forte al tempo stesso e fa capire che siamo di fronte ad un’anima bella. Un confratello presente ad Uvira in quei giorni dolorosi così lo ricorda: “P. Luigi, mi ha colpito perché era un angelo, senz’ali, ma davvero un angelo che viveva in questa terra. Era di una spiritualità, di una dolcezza, di una disponibilità straordinarie. Credo di non aver mai trovato un confratello che fosse un santo a quel livello… Non accettare quelle osservazioni che faceva sarebbe stato pressoché impossibile. Ti accorgevi che parlava perché era illuminato, pieno di Spirito Santo. Di fatti quel mese e mezzo che è andato via (a Baraka) io, che ero con Giovanni, mi sono sentito impoverito nella mia, accettata con difficoltà, strada della santità. Mi sentivo nella mia limitatezza quasi abbandonato a me stesso. La sua presenza era per me quanto mai santificante”.
P. Luigi, alla vigilia del suo martirio, così scriveva ai suoi: “Carissimi Papà, Mamma, Fratelli, Sorelle: sto bene. La provvidenza mi ha assistito in modo mirabile: né prigione, né bastonate! Mi trovo a Baraka dal giorno 16 a sostituire i due padri attualmente in Italia. Non sono solo. Ho con me fr. Faccin. Prima facevo la spola da Fizi a Baraka, ma era difficile spostarsi. Ora mi sono stabilito qui. L’atmosfera pare rasserenarsi un poco nei nostri riguardi. Possiamo fare ben poco: casa, chiesa; però si vive e in questi giorni, posso dire, con una certa tranquillità. I fratelli separati (i protestanti) se ne sono andati da tempo: noi ci siamo; il che ci accresce il prestigio in modo che domani potremo fare un po’ di bene. Vi ho scritto un’altra volta, ma senz’altro non vi è giunta. È pericoloso. Ricordatemi tanto al Signore assieme agli altri tre che si trovano nelle stesse condizioni. Vi ricordo spesso. Vi abbraccio tutti nel Signore, specie mamma e papà. Siamo nelle mani di Dio. Pregate e fate pregare tanto. Spero che vi arrivi questo bigliettino e presto quelli più grandi. Vi abbraccio, Luigi (P.S. Il cibo non ci manca: è la pace che ci manca. Tanti sono sul Calvario)".







