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Nyiarirongo, il luogo dei supplizi

Di: "Fraternità Missionaria"

Goma è sovrastata da un vulcano. Di notte la sua cima, alta 3.300 metri sul livello del mare, arrossa il cielo con bagliori sinistri. Di giorno la sua minaccia si rispecchia nel lago Kivu.
Gli anziani lo chiamavano col nome di "Nyiarirongo" che, tradotto in italiano, significa "luogo dei supplizi".

Il grande generale dell'ultimo paradiso

Invece i giovani, cresciuti in tempo di guerra, preferiscono accostare la presenza minacciosa del vulcano alle figure dei generali della guerra, che hanno sparso sangue e terrore in tutta la regione.

Quel 17 gennaio del 2001, "il generale vulcano" si era svegliato alle ore otto di sera, con una colata di sangue nero alta fino a quattro metri.
Tutti sono stati colpiti dal dolore: poveri e ricchi, vecchi e giovani, intellettuali e analfabeti, soldati e ribelli. Come i generali della guerra, il vulcano aveva messo in fuga migliaia di persone sulle alture del Rwanda. Uomini, donne e bambini, ricurvi sotto il peso di quello che avevano potuto sottrarre al procedere spietato della lava: pentolame, materassi, sedie, sacchi di manioca secca...

E poi è arrivata la pioggia. Nuvole di aria che si mischiavano ai gas del sottosuolo.
Goma era l'ultimo angolo di paradiso terrestre, in Congo, sulle rive del lago Kivu, alle falde del Kilimangiaro. Confina col famoso parco dei gorilla.

E invece, otto interminabili anni di guerra e, alla fine, un fiume di lava incandescente sceso dal grande vulcano a inghiottire e pietrificare un terzo della città, hanno trasformato quattrocentomila persone in disperati. Ostaggi di un'angoscia che piega ogni attesa di pace.

La speranza fa miracoli

Davanti incuteva paura l'aria che si respirava. Dietro le spalle, la lava che aveva inghiottito la cattedrale, il centro nutrizionale, le banche, le scuole. Aveva inghiottito tutto, per sempre.

I fari della comunicazione internazionale si sono spenti in fretta sui campi degli sfollati.

Ma negli abitanti di Goma rimaneva lo sguardo della speranza. La speranza è la più piccola di tutte le virtù; ma da sola basta a realizzare l'impossibile.
Loro se la sono presa come compagna di vita.

Hanno cominciato a ripetersi gli uni gli altri: "Domani sarà meglio di oggi". E stanno, poco alla volta, riuscendo a compiere il miracolo della ragione e della solidarietà.



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