È arrivata la Pasqua!
Cari amici, la risurrezione di Gesù segna per i cristiani il momento culminante di tutto l’anno, perché è questo l’avvenimento di gloria che illumina la nostra vita.
La riconoscenza per i 50 anni
Ripercorrendo l’anno trascorso dall’ultima Pasqua, desidero ringraziare Dio per la vostra amicizia e il continuo sostegno, sia spirituale che materiale. Ringrazio Dio anche per avermi concesso la grazia di celebrare il 50° di sacerdozio.
Sono stati cinquant’anni caratterizzati soprattutto da due avvenimenti importanti: i miei vent’anni di insegnamento a Zelarino e l’esperienza missionaria in Burundi. Il ruolo di insegnante-educatore esige un continuo aggiornamento e una grande capacità di accoglienza. Questo mi ha insegnato ad avere uno sguardo benevolo verso le persone.
Ho passato in Burundi forse i più begli anni della mia vita. Anche se le difficoltà e le privazioni non mancavano mai, mi sentivo felice e pienamente realizzato, sia sul piano umano che su quello cristiano. Purtroppo, per le vicende politiche che tutti conoscono, sono stato espulso assieme ad altri 500 missionari, sacerdoti, suore e laici.
Ma anche l'espulsione è stata per me un'esperienza che ha rinnovato e rafforzato il mio rapporto con Gesù crocifisso e risorto.
Per non sprecare la vita
In questo momento, in cui mi trovo a lavorare ancora a Zelarino, sento che posso vivere la mia vocazione cristiana e missionaria alla maniera di santa Teresa del Bambino Gesù. Pur essendo chiusa in un convento di clausura, lei è diventata patrona delle missioni, perché ha saputo cambiare tutte le azioni della sua vita in atti di amore, unendoli a quelli di Gesù Salvatore del mondo. Sento che anch’io devo fare come lei, altrimenti potrei correre il rischio di sprecare la mia vita per niente.
Auguro a ciascuno di voi che il Signore risorto vi aiuti a cogliere con gioia tutti i doni che ha preparato per voi e a metterli a servizio della famiglia e della comunità in cui viviamo. Buona Pasqua!








