P. Luigi Carrara nuovo beato!
Tanti anni fa, ho avuto il piacere di accompagnare p. Faustino Turco nella sua decisione di entrare nella famiglia saveriana a Udine. P. Faustino, Saveriano friulano, ha lavorato in Congo dal 1999 al 2022, dove è stato anche Superiore Regionale e Maestro dei Novizi. Da due anni è Postulatore Generale dell’Istituto e sta seguendo alcune cause di canonizzazione. In particolare, in queste settimane, sta preparando la beatificazione di p. Luigi Carrara nato a Cornale (BG) nel 1933, di p. Giovanni Didonè, nato a Rosà (VI) nel 1930, e di fratel Vittorio Faccin, nato a Villaverla (VI) nel 1934. Tutti e tre sono stati uccisi assieme a don Albert Joubert, presbitero della diocesi di Uvira, il 28 novembre 1964. Ecco cosa ci lascia dopo la sua intensa e fruttuosa visita alla comunità di Alzano, a quella parrocchiale di Pradalunga e con il Centro missionario diocesano in vista della preparazione alla beatificazione di p. Luigi e confratelli in Congo RD il 18 agosto 2024 (p. Fiorenzo Raffaini, sx).
Dopo diverse richieste da parte del popolo di Dio del Congo e dell’Italia, il processo di beatificazione si è aperto nel 2016 ad Uvira, diocesi dell’Est del Paese. È passato in fase romana nel 2018, dove si sono studiati gli atti e le testimonianze raccolte anche nella diocesi di Vicenza e Padova. Dopo l’esame dei Consultori teologi e l’Assemblea generale dei cardinali e vescovi del Dicastero delle Cause dei Santi, il Santo Padre, lo scorso 14 dicembre, ha chiesto al cardinale prefetto di promulgare il decreto di martirio. È stato dunque riconosciuto il martirio dei tre Saveriani e del presbitero diocesano di Uvira.
Siamo ora nella tappa di preparazione della beatificazione, prevista il 18 agosto 2024 all’esterno della cattedrale di Uvira. Prepariamo i testi della liturgia, svolgiamo le ultime pratiche, prepariamo delle pubblicazioni (diverse sono già sul sito della Direzione Generale dei missionari Saveriani) e soprattutto curiamo la partecipazione alla beatificazione, raccogliendo fondi in Congo, in Italia e altrove per permettere ad alcuni giovani e familiari di essere presenti alla beatificazione.
Molti ci chiedono come vivere questo grande evento. Pensate: sono i primi Saveriani che vengono beatificati dopo il Fondatore! Ci sono ancora confratelli che hanno vissuto con loro in comunità... Questo ci dice molto: viviamo con dei santi! E non solo: siamo tutti chiamati alla santità. In questi ultimi tempi, anche nelle comunità cristiane e religiose, diverse persone si stanno convincendo che “siamo tutti fragili, vulnerabili, non siamo super-eroi”. Questo è vero, però non è sufficiente. Perché siamo tutti, tutti, chiamati a essere santi. Lo siamo già dal battesimo. Ma ogni giorno confermiamo col nostro cuore, con le nostre azioni, col nostro essere, la chiamata ad essere santi. Nel 1958, padre Didonè scrivendo a sua sorella Amabile, concludeva la lettera dicendo: “Facciamoci santi!”. Che bell’augurio!
Didonè, Faccin, Carrara e Joubert ci dicono pure che il cammino della santità passa attraverso la comunità. Sono stati testimoni della fraternità. Sono morti insieme, lo stesso giorno, dallo stesso carnefice, per lo stesso ideale. Hanno testimoniato fino al sangue l’ideale saveriano di “fare del mondo una sola famiglia in Cristo”. L’hanno testimoniato nella gioia dell’impegno apostolico. Ricordate la preghiera di Santa Teresa d’Avila: “O Signore, liberaci dalle sciocche devozioni dei santi dalla faccia triste”. Ebbene, questi nuovi martiri sono giovani dal volto gioioso!
Chiediamo al Signore che questa celebrazione sia una grande opportunità di crescita nella fede, in un Paese che ha davvero bisogno di pace.







