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Tra mare piccolo e mare grande a Taranto

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Taranto, capoluogo ionico, tra mare piccolo e mare grande, è in fondo alle graduatorie sulla qualità della vita e da molto tempo, in tutti i notiziari. Ma sono una città e un popolo che meriterebbero un po' più di attenzione, sia a livello locale che nazionale.

Il grande problema di Taranto è senz’altro lo stabilimento siderurgico. La EX-ILVA occupa uno spazio di territorio grande come due volte il mar piccolo; nel porto arrivano le navi con il carbone per la EX-ILVA ma anche con il petrolio per la raffineria ENI. Altra fonte di inquinamento è il cementificio CEMENTIL. Queste imprese sono a ridosso della città. Nel corso degli anni i nostri cittadini si sono sempre dovuti confrontare con i due problemi che attualmente li affliggono: il lavoro e la qualità della vita. Una giovane sposa commentava: come posso scegliere tra il pane che troviamo nella EX-ILVA e la salute nostra e dei nostri figli? Attese dei lavoratori e sofferenze delle persone si mescolano. Ma …. è possibile produrre acciaio senza nuocere all’ambiente? 

Comitati cittadini e associazioni hanno presentato al governo una proposta che rispetta l’ambiente ed anche i lavoratori. Si afferma che mantenere la fabbrica aperta è socialmente ed economicamente svantaggioso. L’esperienza della nazionalizzazione con l’Italsider, si dice, dovrebbe insegnare: sono stati fatti investimenti enormi con sperpero di fondi statali, con ampliamenti e acquisizione di macchinari che ad oggi sono assolutamente inutilizzati. Ciò che sostanzialmente si propone è la creazione di alternative occupazionali nello sviluppo delle economie locali. La debolezza del parere è che questa sarebbe la soluzione della proposta lavorativa per tutto il Sud-Italia. Si tratterebbe, inoltre, di passare a privilegiare una economia agricola a scapito di un’economia industriale.

La proposta che viene dalla regione è la de-carbonizzazione non immediata, ma di prospettiva, da realizzare con finanziamenti dell’Unione Europea, adducendo che anche in altri luoghi europei ci sono esempi di produzione di acciaio senza nuocere all’ambiente. Queste sono alcune delle indicazioni per affrontare il grande problema di voler garantire lavoro e salute a Taranto. Che il nuovo anno ci apra nuove prospettive, perché è certo un cammino molto in salita.



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