Tra il vecchio e il nuovo: I miei pensieri di fine anno
Non ci è possibile in questo mese di fine anno raccontarvi le ultime notizie di cronaca. Rimedieremo con il prossimo numero, che sarà… il prossimo anno. Anche questa è una notizia importante: la vita continua, nonostante qualche cambiamento e trasferimento di persone.
Infatti, come abbiamo scritto il mese scorso, p. Bardelli ci ha salutato e ha raggiunto la comunità saveriana di Ancona. Al suo posto è arrivato p. Osvaldo Torresani che porta con sé tanta nostalgia della missione in Bangladesh. A voi, cari amici, rimane l’arduo compito di fargliela perdere - ma non sarà facile! - e di sfruttare qui in Romagna il suo ardore missionario.
Riconoscenza a Dio
Anche il 2007 ci lascia per far posto a un nuovo anno. I pensieri si inseguono e si accavallano come le onde dello tsunami. Ma per noi cristiani - permettete che lo dica - è importante soffermarci su due pensieri, che chiamiamo: riconoscenza e collaborazione. Entrambi sono agganciati a Dio.
Primo pensiero: riconoscenza a Dio, perché la vita è un dono suo, anche se qualcuno oggi si sforza di negarlo. Lavorando come sacerdote missionario in ospedale, anche se qualche giorno i nati a cui ho la gioia di dare il “benvenuto” sono più delle persone che ci lasciano, è sempre un dolore dare l’ultimo saluto a chi se ne va: “Addio, ci rivedremo di là!”. Fuori dall’ospedale, così come capita anche a voi, ci sono altre situazioni: parenti, amici e confratelli da assistere o ascoltare...
"Grazie, Signore, per la vita che mi dai": è bene dirlo, almeno una volta l’anno.
Fiducia e collaborazione
Secondo pensiero: fiducia e collaborazione. In vista del nuovo anno, penso che anche voi sentiate il bisogno di affidarci a Dio. Siamo pervasi da tanti sentimenti di paura, sfiducia, delusione. E il bisogno di Dio è forte. La fiducia in Dio diventa vana se non mettiamo insieme due detti basilari della sacra Scrittura: “Nulla potete senza di me; tutto posso con Colui che mi dà forza”.
Viviamo nell’epoca del crollo dei valori che coinvolgono tutta la società nei suoi vari aspetti: patria, famiglia e anche chiesa. In questi momenti, almeno non crolli lo spirito missionario che ci pervade e rimanga sempre saldo, per il presente e per l’avvenire, in collaborazione con Dio e tra noi. È la condizione per cui la speranza non deluda. È l’impegno di tutti noi insieme, per il nuovo anno.








