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Notizie: Brasile, Congo, Chiesa, Cifre Missionarie Italiane

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La schiavitù c'è ancora nel mondo

Ad oltre un secolo e mezzo dall’abolizione della schiavitù, in Brasile (e in vari altri Paesi, purtroppo) esistono ancora sacche di resistenza che non sembra facile eliminare. La schiavitù bianca si trova nel cuore dell’Amazzonia, nel Parà, nel Mato Grosso e in altri Stati. Il Ministero del Lavoro, ha scoperto recentemente nel Parà 4.500 persone sottoposte a un regime schiavista. Entrate a lavorare in fazenda, non ne escono più per i debiti che contraggono continuamente. Lo stesso Ministero ha fatto sapere che, per ogni "schiavo" liberato, tre continuano a vivere nella stessa condizione.

Medico missionario, "Donna dell’anno"

Il premio internazionale "La Donna dell’anno" (istituito nel 1998 dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta per dare sostegno e aiuto alle donne che si battono per i diritti umani) è stato assegnato a Chiara Castellani, missionaria laica e medico del progetto Aifo ("Amici di Raoul Follereau") in Congo. "A sette anni decisi di fare il medico per aiutare i poveri" ha dichiarato Chiara Castellani. Poteva essere uno dei tanti slanci di generosità dei bambini, invece Chiara aveva già tracciato il suo programma di vita. Si laurea giovanissima in Medicina all’università Cattolica di Roma, subito dopo si specializza in ginecologia. Dopo aver lavorato per sette anni in Nicaragua, raccontando in un libro la sua esperienza, operò in seno alle Nazioni Unite, ma rinunciò subito, preferendo impegnarsi con e per i poveri. Parte allora per il Congo, dove rimane vittima di un grave incidente stradale nel quale perde il braccio destro. Sono le prove più dure a far emergere la forza interiore delle persone. Chiara trova in sé una forza immensa, maturata in lei giorno dopo giorno alla scuola della sofferenza tra i nicaraguesi. Impara a scrivere con la sinistra, a usare la protesi e, quando questa non è sufficiente, impara a servirsi sul lavoro del braccio delle sue infermiere. Oggi Chiara ha 45 anni e lavora per l’Aifo a Kimbau nel Congo dove è responsabile dei servizi sanitari di base: unico medico in un territorio più grande del Belgio.

Le cifre della Chiesa secondo il nuovo annuario pontificio

Più di un miliardo e 50 milioni di cattolici battezzati nel mondo: il 17,3% della popolazione mondiale. La situazione è sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, ma in compenso la Chiesa sembra aver superato il problema del calo delle vocazioni, che si era manifestato soprattutto nei primi anni del post Concilio. Nell’ultimo anno i preti diocesani sono aumentati, seppur di poco. Aumentano significativamente i seminaristi: dal 1978 (considerato l’anno picco della crisi) ad oggi l’incremento è stato del 73% nel mondo e del 12% in Europa. E poiché, nel giro di cinque o sei anni, i seminaristi diventano a maggioranza sacerdoti vuol dire che nei prossimi anni c’è da attendersi un aumento dei ministri ordinati nel mondo. Per la missione la Chiesa si avvale di 4.541 vescovi; 405.178 preti, di cui 265.781 diocesani; 27.824 diaconi permanenti, 55.051 religiosi non sacerdoti; 801.185 religiose; 30.687 membri di Istituti secolari, 126.365 missionari laici e 2.641.888 catechisti. Questi sono particolarmente impostanti nelle zone di recente evangelizzazione dove i sacerdoti sono ancora molto pochi.

Cifre missionarie italiane

Presenza di Istituti missionari nel contesto italiano. Significative le cifre offerte: 19.797 membri, di cui 5.283 di origine italiana; di questi 2.566 si trovano attualmente in Italia. Il 68,8% dei missionari/e hanno un’età superiore ai 65 anni, mentre solo il 6,6% ha meno di 45 anni. Negli Istituti femminili, le religiose missionarie ultrasessantacinquenni sfiorano l’84%. Tra i 2.566 missionari attualmente in Italia, 1.264 (61,5%) sono in attività, 56 (2,7%) in formazione, 733 (35,7%) in riposo o malattia. I missionari presenti in Lombardia sono 664, nel Veneto 374, in Piemonte 308. Nel Sud Italia, Sicilia compresa, i missionari sono solo 167; in Italia centrale, Sardegna compresa, 250.

Morto il compositore dell'inno nazionale del Burkina Faso

È morto a 80 anni p. Roberto Ouedraogo, musicista conosciuto in tutta la nazione per aver composto musiche popolari e per aver introdotto i tamburi e la danza nelle celebrazioni liturgiche. Egli ha anche composto l’inno nazionale del Burkina Faso; inoltre era direttore della corale Noaba Sanom e autore di un trattato sulla musica mossi, una delle principali etnie della nazione.

Il Centro Internazionale Helder Camara

Fa proprio l’insegnamento di Dom Helder Camara: il dovere di liberare dalla schiavitù della miseria tutti i bambini del mondo, raccomandando per loro i valori della famiglia e del lavoro. www.heldercamara.it



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