L’eredità preziosa e complicata di p. Riccardo Dada Tobanelli
È trascorso ormai più di un anno (7 maggio 2021) da quando p. Riccardo Tobanelli è salito al cielo. Per i suoi piccoli, i tokai, ragazzi e ragazze di strada di Dhaka e Khulna era il Dada, fratello maggiore. Ci ha lasciato un’eredità preziosa, per la qualità e la dedizione richieste, che ha coinvolto soprattutto me, come Superiore dei saveriani in Bangladesh e come amico. La stessa visione e scelta di missione per gli ultimi ci ha sempre accomunato.
Il lungo dialogo intrapreso con le realtà create da p. Riccardo per i tokai, sia a Khulna (Casa Tokai) che a Noluakuri e Dhaka (Tokai Unnayan Society) non è stato facile. Le realtà ci erano in parte sconosciute e i collaboratori di p. Riccardo, ragazzi di strada ora adulti e sposati con figli, un po’ per diffidenza e un po’ per qualche resistenza sulle informazioni richieste e sulle responsabilità da condividere, hanno prolungato i tempi e le prospettive di arrivare ad una proficua collaborazione. Però, alcune decisioni sono state assunte.
La Casa Tokai a Khulna. L’unione di intenti è stata sincera ed operativa. Al momento ci sono 35 ragazzi e ragazze di varia età e la responsabilità della conduzione è stata assunta da un nuovo gruppo locale (Joty), formato da amici e amiche bengalesi di p. Riccardo (musulmani e cristiani). In sua memoria, si sono uniti per portare avanti questa realtà nella speranza di poterla espandere e sostenere anche con un proprio contributo economico. È un’iniziativa importante e necessaria che permette a noi missionari stranieri di non essere in prima fila e quindi osservati speciali dalle autorità.
La Tokai Unnayan Society di Noluakuri-Dhaka è una situazione più complessa perché ci sono regolamentazioni e leggi precise a cui bisogna attenersi. Non manca, però, l’attenzione verso i bambini e le bambine accolte da p. Riccardo in quella che è sempre stata la ‘casa paterna’, dove crescere e diventare grandi. Continueremo a sostenere questa realtà almeno fino alla fine dell’anno (a dicembre si chiude l’anno scolastico per le scuole elementari e medie). Poi, sarà nostro compito aggiornarvi sul futuro.
P. Riccardo è sempre stato cosciente dei problemi e delle difficoltà che doveva affrontare per far crescere ragazzi e ragazze nati lungo la strada o la ferrovia, con le loro esperienze di soprusi, abusi e droga. Il materiale che doveva ‘impastare’, purificare e far lievitare non era facile, come una piantina da curare, raddrizzare, far crescere, spesso potare di forza perché non avrebbe dato frutti. È questa santa ostinazione evangelica verso tutti, anche gli ingrati e incorreggibili, è questa ostinata misericordia, spesso difficilmente digeribile da noi uomini e spesso tanto amara e pesante che solo il Buon Dio sa come realmente trasformare, che mi spinge a chiedere, insieme a p. Riccardo, la vostra cristiana comprensione, collaborazione e fraterna vicinanza.







