In Ciad, piove acqua e piove fuoco
Sembra che la natura si accanisca. Piove! Vi scrivo che è la fine di ottobre e piove! La difficile stagione delle piogge di quest’anno è finita da metà settembre. Ma oggi piove. La pioggia è stata abbondantissima con molti disastri nei campi e con difficoltà immense di circolazione, in un Paese già senza strade. Finalmente, la stagione secca è arrivata, ma l’abbondanza di piogge in Camerun e Centrafrica (che alimentano i nostri due grandi fiumi, Logone e Chari) ha fatto sì che i bordi dei fiumi non siano stati capaci di contenere la massa d’acqua che transita verso il lago Ciad. Da diversi giorni la maggior parte dei quartieri di Ndjamena sono progressivamente invasi e migliaia di persone hanno dovuto abbandonare le abitazioni. È una scena di guerra: masserizie sulla testa, sulle moto, sulle biciclette, sulle camionette, sui camion, sui pulmini, sui carretti trainati dai cavalli, sulle piroghe… un vero esodo! Sono stati creati dei campi per gli alluvionati, con poca o nessuna organizzazione. Le condizioni sono estreme. Si teme il colera. Ripari di fortuna fatti di quattro stracci, di qualche nylon. E oggi piove su questi ripari di fortuna!
Come se non bastasse, stiamo sotterrando decine di vittime delle repressioni poliziesche. La storia è lunga più di trent’anni di governo militare. Dopo una messinscena di dialogo tra le diverse parti politiche e militari, i padroni di sempre hanno deciso di continuare, ancora per due anni (?), il governo militare. La gente reagisce, è stanca, vuole un cambiamento. Scioperi a catena, manifestazioni in strada… Sangue e ancora sangue innocente! I Vescovi hanno reagito con un comunicato molto duro, ma quando il cane ha l’osso in bocca, non lo molla. Insomma, catastrofe su catastrofe. Il popolo soffre. Piove acqua e piove fuoco. Che Dio abbia pietà del Ciad. Come dare speranza a questa gente al limite della sopportazione? È anche il nostro compito. Accompagnateci con l’amicizia e la solidarietà.







