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P. Galli dal Congo; p. Filippini dal Giappone; i giovani del Burundi

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Dal Congo, p. Galli parla della chiesa e della comunità di Goma

Dopo l'esperienza di tre anni a Cahi, nella diocesi di Bukavu, sono venuto a Goma, nella missione di Ndosho, dedicata a san Francesco Saverio. Qui non abbiamo la posta elettronica, perciò devo fare uso di carta e penna e della posta normale, che impiega molto tempo a partire e arrivare...

Dato che non posso guidare, per muovermi e visitare le varie comunità io continuo ad andare a piedi e usare i minibusche fanno servizio da queste parti. La gente fa i suoi commenti, ma io non ci faccio caso. Il Signore mi ha dato un bel carattere: accetto la mia situazione fisica e, soprattutto, godo delle doti e delle capacità degli altri, del bene che fanno.

La nuova chiesa che stiamo costruendo ha già il tetto ed è a buon punto. Hanno cominciato a mettere le vetrate colorate alle lunghe finestre gotiche. Ora stanno costruendo il presbiterio. L'architetto è p. Piero Mazzocchin: ha fatto i disegni dell'altare, dell'ambone, del tabernacolo, del battistero. Ogni pezzo è un'opera d'arte. Per nostro Signore lui studia, sogna, inventa, e vuole che ogni cosa sia il più possibile bella. Lui è capace di realizzare tutto in ferro, in legno o in cemento. Avremmo voluto inaugurare la nuova chiesa il 3 dicembre, festa del Saverio, con la celebrazione della Messa solenne, ma non ce l'abbiamo fatta.

In Congo, i giovani sono l'80 per cento della popolazione. Siamo giustamente preoccupati per la loro formazione. Molti non possono seguire la scuola normale, perché hanno passato l'età. Per loro suor Giovanna, delle piccole figlie di Parma, ha organizzato corsi di ricupero. Per le zone più lontane dal centro, p. Antonio Belardelli ha costruito le "scuole di alfabetizzazione", dove i giovani possono frequentare. Questo è il modo migliore per aiutare i giovani.

Con noi c'è anche p. Tonino Manzotti: è il "grande apostolo", sempre in movimento, e risponde a ogni richiesta, da qualunque parte venga. Chiediamo la vostra preghiera, perché il Signore ci aiuti a formare una bella comunità di missionari e di cristiani, che si comprendono e si aiutano vicendevolmente.

p. Giuseppe Galli, sx - Congo RD.


In Giappone, la festa di compleanno, ma senza festeggiato

Passata la festa di halloween, nei negozi e per le strade del Giappone cominciano già a vedersi luci e decorazioni per Natale. Si è diffuso il boom dell'illuminazione. È diventato di moda "babbo Natale" attaccato a una corda che si arrampica sui balconi. Si vedono sagome di slitte e renne, alberi di Natale e campane... Ma di Lui, il festeggiato, non c'è ombra né immagine.

Mi viene da pensare a una festa di compleanno per la quale si pensa a tutto: i regali, lo spumante, la torta, la musica, le decorazioni, gli invitati... Manca però il festeggiato. E tutto finisce la notte del 24 sera, perché in Giappone il 25 dicembre è giorno lavorativo. La cosa più tragi-comica è che mi hanno chiesto se anche i cattolici celebrano il Natale in chiesa.

Impressiona vedere come consumismo e pubblicità siano così scaltri nello svuotare il Natale della sua anima e offrire in cambio una "bella scatola regalo", ben confezionata ma vuota! Eppure, è proprio il Signore che ci fa il regalo più bello: il dono di sé all'umanità. Auguri di buon cammino, per tutto l'anno!

Renato Filippini, sx - Giappone.


Dai giovani del Burundi gli auguri per il 2008

Noi giovani, animatori e responsabili al centro giovani Kamenge vi auguriamo tanta felicità in questo nuovo anno. Il 2007 è stato un anno difficile per tutti noi. La guerra è terminata, ma la battaglia per la pace e la riconciliazione, per la giustizia e l'onestà resta sempre attuale.

La pace sia con tutti voi. Ve lo auguriamo con un proverbio africano: "Non si può mettere il colore bianco sul bianco o il nero sul nero. Ognuno ha bisogno dell'altro per condividere".

I giovani del centro Kamenge - Burundi.



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