Skip to main content

Teresa, missionaria a km 0: Cosa significa vivere la missione?

Condividi su

L'urna di santa Teresa di Gesù Bambino a marzo ha fatto tappa ad Ancona. Per cinque giorni abbiamo conosciuto questa giovane santa in modo più approfondito, attraverso incontri e celebrazioni, e anche la veglia missionaria guidata dai saveriani, in collaborazione con l'ufficio missionario diocesano.

Teresa nacque il 2 gennaio 1873. I suoi genitori da giovani avrebbero voluto abbracciare la vita consacrata, che nessuno dei due poté raggiungere. Ma la dimensione religiosa fu sempre molto presente nella loro vita matrimoniale.

I suoi desideri impossibili

A soli quattro anni Teresa rimase orfana della madre. La piccola sentiva il bisogno di conoscere profondamente Dio e giunse a desiderare di diventare suora carmelitana, seguendo le due sorelle maggiori. Aveva 14 anni quando decise di diventare monaca. A poco più di 15, fece il suo ingresso nel Carmelo, dove prese il nome di "Teresa del Bambin Gesù". A 23 anni contrasse la tubercolosi, malattia che nel giro di 18 mesi la portò alla morte, avvenuta il 30 settembre 1897.

Teresa aveva sempre desiderato il sacerdozio, pur sapendo di non potervi accedere. L'altro suo grande desiderio era recarsi in missione. Ma neppure questo si realizzò, a causa della malattia. Ciò non le impedì di prendersi cura dei missionari e sostenere il loro lavoro apostolico con la preghiera e la sofferenza.

Missionaria senza partire

Nel 1927 santa Teresa fu proclamata, assieme a san Francesco Saverio, patrona delle missioni, pur non avendo mai lasciato il convento. Può sorgere una domanda: che cosa significa "missione"?

Padre Enzo, alla veglia, ci ha detto che "missione" non è sinonimo di progetti realizzati per paesi lontani e poveri; ma è soprattutto andare al cuore delle persone. Santa Teresa è vera missionaria perché ha messo la sua vita a disposizione degli altri.

In questo, Teresa non è stata guidata da una scelta fredda e razionale, ma da una passione tipica dei giovani: l'amore. Aveva sentito l'amore di Dio e avrebbe voluto che tutti gli uomini non si lasciassero sedurre dallo stesso amore.

Non sono i chilometri percorsi che ci rendono missionari, ma l'amore, grazie al quale riusciamo a spezzare le catene dell'egoismo e diventiamo capaci di incontrare gli altri, di apprezzarli e di donarci a loro.

Vivere d'amore è una follia

Agli occhi del mondo le ragioni dell'amore appaiono una follia. Ha scritto infatti Teresa: "Vivere d'amore, quaggiù, è un darsi smisurato, senza chiedere salario; senza far conti io mi do, perché quando si ama non si fanno calcoli. Vivere d'amore, che strana pazzia! Mi dice il mondo: smettila di cantare! E bada a non sprecare i tuoi aromi, la tua vita: impiegali utilmente!".

Sarà bene che anche noi svegliamo la nostra vita dal sonno che ci fa pensare solo a noi stessi, o al massimo, a qualche parente e amico.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2473.85 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Gennaio 2020
Il dialogo tra culture e fedi diverse si costruisce nei momenti formali, ma soprattutto nei momenti informali, dove l’unica regola è la stima re…
Edizione di Febbraio 2016
Avendo fatto la scelta degli ultimi, papa Francesco è entrato nei cosiddetti bassifondi della storia e ha voluto aprire la prima porta santa del Giub…
Edizione di Ottobre 2009
Nel sistema giuridico romano la prigionia non era una pena, ma una misura cautelare durante le indagini prima dei processi. Pene, ad esempio, erano l…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito