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Oscar Romero: uomo appassionato!, ...a 30 anni dal martirio

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Mons. Oscar Romero era un uomo appassionato, animato e spinto dall'ardore dell'amore. Era arcivescovo di San Salvador, impegnato nella denuncia delle violenze della dittatura del paese e per questo, il 24 marzo 1930, fu ucciso mentre celebrava Messa. Questa data è stata adottata dalla chiesa per ricordare ogni anno tutti i missionari martiri che, come Romero, sono stati testimoni fino alla fine dei valori cristiani.

Alla veglia di adorazione che i saveriani e l'ufficio missionario diocesano hanno preparato, abbiamo riflettuto su una domanda: chi è il martire?

Chi è il martire?

A rispondere ci ha aiutato p. Enzo Tonini. Il martire è chi offre la propria vita agli altri: avendola gratuitamente ricevuta da Dio, gratuitamente la offre a chi ha bisogno di aiuto. Egli, come Cristo, si sacrifica per gli altri dedicando loro le proprie energie, la propria attenzione e cura. Abbiamo perciò adagiato sull'altare una tunica bianca, per ricordare le vesti candide dei martiri che il sangue dell'Agnello ha reso splendenti.

Il martirio quindi è uno spendersi per qualcuno diverso da noi, anche se ci costa fatica e ci può mettere in situazioni pericolose. Per questo all'altare è stata portata una lampada accesa, simbolo della vita che, vissuta nell'amore, illumina i fratelli e non teme di essere spenta dal vento impetuoso della persecuzione.

C'è cuore e cuore...

A volte ci troviamo ad avere in noi dei cuori di pietra, così duri e insensibili che ci rendono indifferenti verso tutti e tutto, preoccupati solo di noi stessi: avere una bella casa, un'auto di lusso, essere alla moda e sull'onda del successo. A volte incontriamo persone corrotte, attente al proprio tornaconto più che alla vita della gente che non riesce ad avere una vita dignitosa, l'assistenza sanitaria, un'abitazione e un lavoro rassicurante...

Tutto sembra "precario". Ma niente può giustificare l'individualismo che guida le nostre vite. Siamo chiamati a rafforzare e a far crescere tra noi cristiani il senso comunitario della vita. In questi tempi difficili lo spirito del martirio deve essere forte, perché la carità splenda sull'interesse personale.

Romero aveva un cuore di carne: sentiva ciò che era giusto e importante fare per gli altri; denunciava quanto di male c'era nella società. "Ciò che genera i conflitti e le persecuzioni, ciò che segna la chiesa autentica è quando la Parola bruciante annuncia al popolo le meraviglie di Dio e denuncia i peccati degli uomini che si oppongono al regno di Dio, perché li estirpino dai loro cuori, dalle loro società, dalle loro leggi, dai loro organismi che opprimono, imprigionano e calpestano i diritti di Dio e dell'umanità".

Il manto, la terra e la croce

Ricordando Cristo che si è calato nella storia per salvarci, alla veglia abbiamo spiegato sull'altare un manto rosso, a rappresentare il sangue versato nel martirio cruento. Abbiamo utilizzato anche altri due segni: la ciotola di terra, simbolo dei corpi dei martiri che la terra ha accolto come tanti semi di vita; e la croce, che i martiri hanno accolto dichiarando di appartenere a Cristo.

Insieme abbiamo invocato lo Spirito Santo affinché "ogni steccato sia abbattuto, ogni rancore sia spento; sepolto sia l'orgoglio, distrutta l'invidia, vinta la cattiveria". Facciamo fatica a comportarci così: a essere comprensivi verso chi tradisce; sensibili verso chi soffre nel fisico e nell'animo; accoglienti verso gli anziani e gli stranieri.

Ma è proprio così che anche noi diventiamo martiri: nelle scelte e nei piccoli gesti quotidiani. Come fanno le mamme innamorate dei figli, mostrandoci la via silenziosa e umile da seguire.

Lasciamoci travolgere dall'amore di Cristo, che anima e rende vivi. Egli ha fatto esperienza della nostra debolezza, per mostrarci come da essa possiamo salvarci.



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