Per 40 anni missionario in Brasile
Quest’anno, la comunità saveriana di Alzano Lombardo sta crescendo. Dopo la partenza di p. Mario Tirloni per il Brasile e l’arrivo di p. Fiorenzo Raffaini, ai primi di dicembre, ora è arrivato anche p. Ferdinando Fornaciari, veterano del Brasile. Negli anni ’60 era stato nella vecchia casa di via Adobati, come insegnante di matematica. A quei tempi gli “apostolini” bergamaschi erano numerosi e la nostra terra ricca di belle vocazioni.
P. Ferdinando ci fa conoscere la sua esperienza missionaria in Brasile.
“Il ricordo è soffuso di luce intensa. Perfino la notte di luna piena è uno spettacolo che t’ammanta d’incanto e si dissolve laggiù, all’orizzonte degli eventi. Il fascino di una notte di luna è irresistibile. E perfino la viola deve cantare nelle mani ossute di questa terra dura e dolce allo stesso tempo. E se è impossibile non lasciarsi ammagliare da un luneggiare come quello di queste notti, non può impedire di dissolverti nell’ebrezza e nell’empatia di Rio de Janeiro, città meravigliosa con le sue spiagge e montagne, con la sua gente adornata da un perfetto sorriso”.
Tra i più poveri dei poveri
Ho passato quasi 40 anni in questa terra tanto amata, che pensavo fosse mia per sempre, ma per sempre lo sarà - lo credo e lo spero - quando tutto sarà compendiato in Cristo.
Nel lontano 1969, dall’Italia sono arrivato nel Paranà, Brasile del Sud, in una povera parrocchia abitata da profughi polacchi, tedeschi e italiani, gente abbandonata con bambini malati e affamati. Ho fatto quello che ho potuto con un po’ di medicine portate dall’Italia. Con i soldi degli amici italiani, ho comprato sacchi di riso per i più bisognosi.
Dopo 10 anni, sono andato nelle favelas, le baraccopoli di San Paolo: catapecchie a perdita d’occhio, baracche miserabili fatte con pezzi di cartone, plastica e legname, tuguri malsani, senz’acqua, senza luce, senza niente. La gente è bisognosa di tutto, di un pezzo di pane che dividono con grande generosità con quelli che hanno più fame di loro e soprattutto, fame della Parola di Dio.
Quanta fede in questa povera gente! Anche per un piccolo beneficio ringraziano continuamente il Signore.
“Ho già fatto qualcosa…”
Cambiando missione, sono stato per 15 anni in Minas Gerais, nel centro del Brasile. Qui ho incontrato gente semplice, simpatica, abituata al duro lavoro della terra dove si coltiva caffè, riso e mais. Di tradizione portoghese, sono molto religiosi.
Ma il ricordo più bello è il grande senso di umanità, che permea questi nostri fratelli e sorelle.
Un giorno, ho incontrato, su un mucchio di spazzatura, una bambina che piangeva perché non aveva trovato niente da dare ai suoi fratelli più piccoli. Non si lamentava per sé, sebbene non avesse mangiato, ma per gli altri. Passando di lì mi sono rivolto al Signore e gli ho detto: “Signore fai qualcosa per questa povera bambina”.
E ho sentito dentro di me una voce chiara, che diceva: “l’ho già fatto… ho fatto te”.







