Tante testimonianze e persone
(di: Anna e Cinzia)
Con riconoscenza, pubblichiamo il bel racconto delle due giovani zelatrici missionarie della parrocchia La Cava a Forlì.
Domenica 29 settembre abbiamo partecipato al 7° meeting regionale missionario, che si è tenuto a Modena presso la parrocchia di Gesù Redentore. Per noi è stato il secondo appuntamento, dopo quello di Bologna nel 2011. Erano presenti anche il vescovo mons. Lino Pizzi e p. Guglielmo Camera, missionario saveriano.
Anche questa volta c’è stata una grande affluenza, soprattutto di giovani, ai quali in particolare ha rivolto il saluto mons. Giorgio Biguzzi, vescovo emerito in Sierra Leone, subito dopo il benvenuto di mons. Lanfranchi, vescovo di Modena e Nonantola.
Nella preghiera iniziale abbiamo ricordato p. Paolo Dall’Oglio, gesuita, fondatore del monastero di Deir MarMusa in Siria, che avrebbe dovuto esserci in qualità di ospite. È stato rapito in Siria alla fine di luglio, ma purtroppo sulla sua sorte non si hanno ancora notizie certe.
Con gli occhi del cuore
La prima a prendere la parola è stata Cecilia Camellini, atleta modenese di nuoto, vincitrice di due medaglie d’oro alle paraolimpiadi di Londra 2012. Non vedente dalla nascita, ha parlato della sua esperienza affermando che
la sua menomazione non è stata un limite, ma le ha fatto riscoprire altri valori, come quello di “poter vedere con gli occhi del cuore”.
Poi ha parlato p. Efrem Tresoldi, missionario comboniano in Sud Africa nel periodo prima e dopo la carcerazione di Nelson Mandela, recentemente scomparso. Ha parlato di Mandela come icona e simbolo della riconciliazione.
Di seguito John Mpaliza, ingegnere informatico congolese, originario del Kivu. Per sensibilizzare l’opinione pubblica sullo sterminio nel suo paese, ha percorso a piedi il tragitto da Reggio Emilia, sua città di residenza, fino a Roma; un’altra tappa da Reggio Emilia fino a Bruxelles, portando con sé le tre bandiere: congolese, italiana e quella della pace, seme della speranza in Africa. Nel pomeriggio, ci ha parlato in modo più approfondito di cosa sta succedendo in Congo e del silenzio del mondo su questi avvenimenti.
Per concludere, è stata la volta di suor Alice, brasiliana: aiuta le famiglie in difficoltà. Lavora nelle favelas di San Paolo, dove spesso incontra famiglie con tanti problemi, soprattutto legati alla droga e alla violenza. Spesso i bambini hanno la mamma o il babbo in carcere e sono affidati alle nonne, che non sempre sono idonee ad accudirli. Il suo intervento è stato molto coinvolgente e si è concluso con l’intonazione di un canto brasiliano: “Asciuga questo pianto, perché aspettare domani?”.
Una vera festa delle missioni
Nel pomeriggio, dopo un pasto molto sobrio, con musica e ritmi africani a cura della comunità africana di Modena, è stata allestita una sfilata di moda con abiti usati e riutilizzati, proiezioni di video, letture sulle donne d’Africa, presentazione di libri, esposizione dei banchetti da parte di gruppi e associazioni.
Alle 16,15 abbiamo partecipato alla celebrazione Eucaristica nella chiesa di Gesù Redentore. Alla fine mons. Lino Pizzi ha consegnato a suor Cristina Reggiani, in partenza per il Madagascar, il Crocifisso del mandato missionario.
È stata una vera festa delle missioni: ci ha offerto l’occasione di ascoltare tante testimonianze e di incontrare altre persone che,
come noi, credono in una chiesa universale e missionaria al servizio dei più deboli e aperta alla condivisione fraterna.





