Tante sfide da affrontare, Festa del Saverio con i sacerdoti
Dicembre è un mese molto intenso nella vita della chiesa: inizia il nuovo anno liturgico. L'Avvento, con le parole dei profeti e le diverse iniziative, ci prepara alla celebrazione del Natale di Gesù Cristo. Per noi missionari e saveriani, il mese si apre con un appuntamento importante e significativo: il 3 dicembre, la festa di san Francesco Saverio, patrono delle missioni e, in particolare, della nostra famiglia missionaria.
Dalla Cina al mondo
Nella vita del Saverio si legge che egli desiderava ardentemente entrare in Cina per annunciare il vangelo a quell'immensa popolazione. La malaria ha però falciato la sua giovane vita sull'isola di Sanciano. Raccogliendo il suo sogno e per continuare la sua missione, il beato Guido Conforti ha dato vita a un istituto missionario: i saveriani.
Il carisma specifico dell'istituto è quello del primo annuncio del vangelo a quanti non conoscono Gesù. Nei primi 50 anni, questo impegno era rivolto esclusivamente verso la Cina. In seguito, intorno agli anni 1950, obbligati a lasciare il Paese, i saveriani hanno iniziato a diffondersi nei vari continenti, là dove la chiesa ha richiesto la loro presenza per il servizio alla missione.
Il dono della vocazione
Seguendo una tradizione ormai consolidata, in occasione di questa festa, la comunità saveriana di Taranto si è ritrovata con il nostro arcivescovo mons. Benigno Papa, unitamente ai sacerdoti della zona e a don Ciro, direttore del centro missionario diocesano. Insieme, abbiamo celebrato l'Eucaristia ringraziando il Signore per il dono della vocazione missionaria.
In questa occasione, durante l'omelia, il vescovo ha voluto esprimere la sua gratitudine ai missionari per il servizio che da trent'anni svolgono all'interno della chiesa Tarantina. E proprio a partire dal nostro carisma specifico, il vescovo ci ha spronati a sostenere l'impegno della chiesa in questo tempo, dove si sente sempre più forte l'esigenza di una nuova evangelizzazione e sono numerose le sfide dell'apertura alla mondialità.
L'annuncio del vangelo
Anche nella nostra regione, e in tutta l'Italia, c'è bisogno di un rinnovato annuncio del vangelo e di "fare del mondo una famiglia", come diceva il beato Conforti. Nonostante le tante necessità locali, il vescovo ci ha ricordato che l'anima della chiesa è missionaria ed è urgente conservare aperto il nostro orizzonte sulla missione universale.
La comunione intorno alla mensa della Parola e dell'Eucaristia si è prolungata nella condivisione del pranzo. Ci ha permesso di recuperare le nostre energie e di crescere nella fraternità. Ci siamo salutati augurandoci vicendevolmente: "buona missione!".
Animatori saveriani a Taranto
Alla fine di novembre, nella casa saveriana di Lama, si sono riuniti i missionari che si dedicano all'animazione missionaria tra i giovani e nelle parrocchie in Italia. Sono arrivati da Salerno, Ancona, Parma, Brescia, Milano e dalla Sardegna; mancava solo il saveriano da Vicenza, per motivi di salute. Era con noi p. Carlo Pozzobon, superiore dei saveriani in Italia.
Gli argomenti a cui pensare sono sempre tanti: tra l'altro, è da poco stato pubblicato il documento dei nostri vescovi, "Educare alla vita buona del vangelo", che contiene gli orientamenti e le proposte pastorali per il decennio che va dal 2010 al 2020.
E noi missionari desideriamo dare il nostro piccolo contributo all'attuazione di queste proposte, sempre alla luce del nostro carisma missionario.
Per la formazione dei giovani abbiamo in programma, oltre agli incontri di formazione e di preghiera, anche le esperienze estive a diretto contatto con i saveriani e con le popolazioni nelle missioni. Ma l'evento principale del 2011 è la canonizzazione del Conforti, nostro fondatore e padre, che così verrà proposto come modello non solo per noi saveriani, ma per tutta la chiesa in Italia e nel mondo.








