Missionari e testimoni di Dio, Fraternità sacerdotale a Brescia
Con un giorno d'anticipo rispetto al calendario, si è celebrato anche quest'anno a San Cristo il tradizionale incontro di fraternità missionaria con i sacerdoti della diocesi di Brescia, in occasione della festa di san Francesco Saverio. Padre Mario Menin, rettore dei saveriani, ha presentato gli ospiti e il tema della giornata, "Chiesa, comunione per la missione": nella lettera pastorale di mons. Monari, nell'insegnamento del Conforti, nell'esperienza della fraternità missionaria di Piombino.
Monari: "un amore aperto"
Don Cesare Polvara, provicario generale di Brescia, in riferimento alla lettera pastorale di mons. Monari "Tutti siano una cosa sola", ha spiegato che Gesù introduce un comandamento nuovo: l'amore per l'uomo - "amatevi gli uni gli altri". Non un amore chiuso, ma aperto al mondo, alla missione. Come diceva Giovanni Paolo II dobbiamo tenere conto di tempi e culture nuove per un dialogo vero e una comunicazione efficace.
Scriveva Paolo VI: "Il mondo esige dalla chiesa semplicità di vita, spirito di preghiera, carità verso tutti, obbedienza, distacco da noi stessi e rinuncia". C'è bisogno di questo "contrassegno di santità", affinché la parola di Dio sia trasmessa in modo efficace. La persona umana è un capolavoro e merita tempo e attenzione.
Conforti: "Cristo in tutto"
Don Angelo Manfredi, sacerdote di Lodi, autore di una biografia del beato Conforti e docente di storia della chiesa, ha parlato di "Chiesa, comunione per la missione" secondo il fondatore dei saveriani, che quest'anno sarà proclamato santo.
"In Conforti non compare mai l'espressione chiesa - comunione, né chiesa - comunione - missione. Ma nei suoi scritti emerge un profondo rapporto tra chiesa e missione. C'è distinzione tra chiesa in terra di cristianità e chiesa in terra di missione. Sono due mondi collegati, ma diversi. Proprio Conforti però sente che lo spirito missionario dei sacerdoti rende viva la partecipazione del popolo cristiano alle missioni e che i sacerdoti devono avere l'attenzione per i loro arditi missionari.
Anche nei suoi motti si ritrova l'idea di chiesa come comunione per la missione: «in omnibus Cristus - Cristo in tutto» e «un solo gregge con un solo pastore». Di Cristo hanno bisogno tutti - gli uomini, le nazioni, le cose - in un senso espansivo e unitivo. La comunione per la missione fa della chiesa il luogo della misericordia, del perdono, della riconciliazione. La vita fatta di relazioni umane attorno alla verità che è Cristo fanno del Conforti un testimone stimolante di una chiesa comunione per la missione".
L'esperienza di Piombino
Il saveriano p. Carlo Uccelli a Piombino è alla guida di due parrocchie gestite con i laici: Madonna del Rosario, insieme a Emma, e San Bernardino, insieme a Desy. Dopo la missione in Congo è tornato in Italia, non per prendere una parrocchia, ma perché stando in Africa si è accorto che i laici non sono preparati adeguatamente alla missione. Ha scelto Piombino, perché è un po' terra di missione, dato che solo il 3% frequenta la chiesa.
"Lo schema di lavoro per la formazione dei laici è l'insieme di parola di Dio e comunione fraterna, Eucaristia e preghiera, missione e annuncio, solidarietà liberante. La parrocchia è divisa in varie comunità che si incontrano nelle case attorno alla parola di Dio, per conoscerla e viverla, in modo da essere testimoni di Dio che ama tutti. Lo scopo è formare coscienze adulte nei cristiani, capaci di accordare la parola e la vita. In questo contesto il prete fa sintesi, è il coordinatore".
Questa comunione aiuta a rendere tutta la nostra vita missionaria. Infatti, alcune famiglie sono partite anche per la missione. È il caso di Desy, missionaria laica in Mozambico e ora alla guida di una parrocchia.








