Taiwan, Pasqua missionaria a Taipei
"Come vivo la mia fede in famiglia"
Spesso mi chiedo: cosa vuol dire essere missionari qui a Taiwan? Significa "donare Gesù" a chi non lo conosce. Significa anche "annunciare e confermare" nella fede chi ha già ricevuto l'annuncio.
Da quando sono arrivato qui, lo sforzo più grosso è stato quello di creare nei cristiani una tradizione di fede che ci colleghi alla chiesa universale.
Da vari anni, nella nostra parrocchia "San Francesco Saverio" di Taipei, per la Pasqua ho iniziato una tradizione che piace ai cristiani: raccontano alla comunità le loro esperienze di vita cristiana. Due anni fa, lo scambio è stato sul "Padre nostro"; l'anno scorso sul "Credo". In piccoli gruppi, a turno si recitava il "Pater" o il "Credo", versetto per versetto; poi ognuno riferiva la sua esperienza di vita cristiana sul versetto recitato.
Quest’anno, a conclusione dell’anno pastorale incentrato sulla famiglia, ho chiesto ai cristiani di conpidere "come vivono la propria fede in famiglia". Sentire queste persone, riluttanti a parlare di sé - come anche noi, del resto - dare con entusiasmo e vivacità la propria testimonianza, mi ha fatto capire il valore della promessa di Gesù: "riceverete forza dall’alto".
La Parola di Gesù è accolta e trasforma le persone, ad ogni età. La grazia di Dio lavora nei cuori in modo misterioso. Insomma, essere in missione - mi par di capire - è dare forma allo Spirito che lavora in mezzo a noi. Ecco alcune testimonianze toccanti e profonde.
Signora Sun: "insieme da 30 anni, ma..."
Andare in chiesa la domenica è una caratteristica dei cristiani. Io sono cattolica e andare a Messa è per me una cosa scontata, una vocazione. È difficile dire di conoscere una persona. Dirlo di mio marito è ancora più difficile, anche se ci conosciamo da tanto tempo. Ci presentiamo.
Io sono conosciuta come "Maestra Sun" e ho l’abitudine di inginocchiarmi in chiesa al quarto banco. Sono battezzata da 50 anni, e posso dire che sono una cristiana di "vecchia data". Mio marito è conosciuto come "Direttore Sun" e ha l’abitudine di sedersi in chiesa all’ultimo banco sulla destra. Dio ci ha "messi insieme" e sono già 30 anni di matrimonio. Da 30 anni ogni domenica lui viene con me in chiesa, ma non è ancora battezzato.
Siamo sposi, ma in chiesa siamo due persone che andiamo ognuno per conto nostro. Forse molti, vedendoci così, non avranno mai pensato che siamo marito e moglie! Come viviamo la fede cristiana a casa nostra? Dato che la Bibbia dice che il marito è "il capo" della famiglia, lascio giustamente parlare lui.
Signor Sun: "donaci una fede di famiglia"
Ho una bella età, 65 anni. Non mi manca nulla, materialmente parlando, ma sento che dentro mi manca qualcosa. Anche se per 30 anni ho seguito mia moglie in chiesa, non ero qui né con la testa né con il cuore, ma solo con gli occhi. Vi confido che quando nella preghiera del "Confesso a Dio onnipotente...", si dice che "ho peccato", io mi chiedo, "ma dove mai ho peccato?".
Il cuore di una persona è come l’acqua: solo chi la beve può giudicare la sua temperatura, se è calda o fredda o giusta! La nostra famiglia ha avuto momenti difficili. Ma per merito di mia moglie, che è cattolica, ogni volta che questi brutti momenti apparivano, lei pian piano è riuscita a smussarli e risolverli, per poi superarli insieme.
Quest’anno ho accettato di iniziare gli incontri di catechismo con padre Giuseppe. Così anche io, a casa, ho iniziato a leggere il vangelo. Quando non riesco a capire, con tanta pazienza il missionario mi spiega di nuovo, e così ho potuto correggere tante idee e intuizioni che erano sbagliate. Adesso in casa, con mia moglie abbiamo iniziato a trovare argomenti comuni da conpidere e su cui parlare tra noi due. Questo mi dà un sentimento nuovo e fresco, difficile da descrivere. È come se improvvisamente mi si aprano gli occhi e le orecchie e... la gioia scoppia! È Dio che, attraverso la sua parola - il vangelo - ha iniziato ad aprire il mio cuore!
Un giorno potrò entrare nella famiglia di Dio e marciare verso la felicità che Dio ci vuole donare, assieme a voi e a tutti quelli che la cercano. Faccio una preghiera: "O Dio, donaci una fede di famiglia, una gioia di famiglia. Amen".
Mamma Huang: "riceviamo tanto dagli altri"
Sono contenta di conpidere questa mia piccola esperienza di fede cristiana, nata in Corea. Quando ero piccola, venendo a casa da scuola, sentivo nonno e nonna che cantavano delle belle canzoni religiose. Il nonno iniziava e la nonna seguiva rispondendo. Nella mia mente, sento ancora le loro voci e mi portano alla memoria un bel ricordo. A casa, prima di dormire, recitavamo le preghiere della sera. Mamma ci guidava e tutta la famiglia si concentrava a pregare. Così, già nella mia infanzia coreana, la mia fede in Dio si è confermata.
Mio marito non era cristiano. Ma nel matrimonio "i due pentano un solo corpo". Perciò, prima di sposarci, gli ho chiesto di accettare il battesimo e di vivere nella vita di Dio. In famiglia poi, quando le figlie bisticciano e non ascoltano, io chiedo loro di rappacificarsi tra loro e con Dio, e questo mi dà un senso di gratitudine.
Quando nasciamo, non portiamo niente in questo mondo. Ma poi veniamo tanto aiutati dagli altri, anche se io mi accorgo di aver donato pochissimo. Noi riceviamo così tanto, perché viviamo in Dio, è per questo che lo ringrazio.
I piccoli Luo: "Se in casa c’è l’amore..."
Sono Luo Daniele. In casa nostra, mamma è cattolica. Perciò, fin da piccoli abbiamo iniziato ad andare in chiesa per ascoltare la Messa e imparare il catechismo. Ho capito chi è Gesù. Per salvare tutti gli uomini, Gesù è stato crocefisso e ha offerto la sua vita sulla croce.
In parrocchia ho ricevuto tante attenzioni. Quando sbaglio, tutti mi perdonano e così anche io voglio offrire un po’ di attenzione e di amore agli altri. In casa tutti mi vogliono bene. Mio fratello maggiore, anche se grande, gioca con me. Tutti sono molto buoni verso di me. Anche se a casa nostra siamo cristiani solo in tre, non importa. Basta che ci sia l’amore e Gesù viene a stare tra noi.
Io sono Luo Elisabetta, sorellina di Daniele. Con mio fratello e mamma vengo a Messa ogni domenica e ogni volta conosco meglio la storia di Gesù. L’amore di Gesù, la sua misericordia, il suo perdono mi hanno colpito. Perciò ho deciso di raccontare anche agli altri miei amici i racconti di Gesù: la pecorella smarrita, la storia dei pastori, il suo amore per i bambini...
Prof. Huang: "la chiesa mi faceva paura"
Sono nato in una famiglia taoista. Da piccolo, seguivo i grandi che si prostravano a terra per lasciar passare sopra le nostre teste la sedia con la statua della pinità, e poi andare a prendere i pani benedetti per mangiarli come porta-fortuna.
Ricordo che da piccolo, vicino casa c’era una vecchia chiesa cattolica dalle mura grigie. Che contrasto con i colori sgargianti e luminosi dei templi taoisti! Ogni volta che passavo davanti la chiesa avevo paura. Solo quando si avvicinava il Natale, notavo qualcosa di strano. Io, curioso, mettevo dentro la testa per guardare cosa succedeva. Questa è l'unica esperienza della chiesa cattolica avuta da bambino. Crescendo, ho visto che le altre religioni disprezzavano la religione cattolica, ridicolizzando la fede in Dio.
Dopo la laurea, sono andato in Spagna per studiare quello che a me era sempre piaciuto: chitarra classica. In Spagna ho conosciuto la mia futura moglie e abbiamo deciso di sposarci. Ma prima del matrimonio, lei mi ha detto che per sposarla avrei dovuto accettare la fede cristiana. Perciò mi ha presentato a un prete. Al primo incontro, il prete spagnolo ha detto che "la religione non è dimostrabile in modo scientifico". Poi tornato a Taiwan, ho sentito il Dalai Lama dire che "la religione è la scienza del cuore". Mettendo assieme queste due frasi, ho deciso il mio atteggiamento verso la fede cristiana.
Prima non credevo alla resurrezione di Gesù. Ora, quando mi chiedono se io credo che Gesù è risorto, rispondo, "sì, è davvero risorto!". Anzi, aggiungo che Gesù è vivo nei nostri cuori e che la verità della resurrezione non sta solo nella resurrezione del corpo, ma è anche un avanzamento spirituale del cuore e dell'anima.








