Laici vicentini alla ribalta: Gabriele, Giuseppe, Roberto e i presepi
L'allestimento della mostra dei presepi, che anche quest'anno ha avuto un grosso successo, è possibile grazie alla collaborazione di 130 laici. Presentare tutte le persone con le loro caratteristiche è un'impresa titanica. Ci accontentiamo di parlarvi di alcuni personaggi... "più in vista".
Garello: "è bello sentirsi utili"
Gabriele Garello è di Cornedo ed è fratello di p. Silvano, missionario saveriano in Bangladesh. Ci racconta: "La mostra dei presepi dai saveriani era ancora ai primi vagiti. Mio fratello Silvano era in vacanza in Italia ed è stato lui a invitarmi a dare una mano. Da questo invito è iniziata la mia collaborazione con i saveriani di Vicenza. Le cose creative mi sono sempre piaciute. Pian piano anche la mia arte di lavoro su legno è migliorata. Posso dire che questo hobby per le missioni mi appassiona e mi fa sentire utile nella vita a qualcuno".
Ravazzolo: "le due gambe"
Giuseppe Ravazzolo dice: "Da tempo conosco i saveriani perché il nostro parroco ci preparava alla cresima portandoci a fare il ritiro presso l'istituto delle missioni estere. Ricordo anche il giorno in cui p. Giovanni Matteazzi ha celebrato la prima Messa. Poi, cinque anni fa, per la prima volta ho visitato la mostra dei presepi in viale Trento. Mi ha subito colpito la qualità e la quantità dei presepi esposti. Mi sono informato su autori e collaboratori.
Ho trovato subito accoglienza e disponibilità da parte di p. Luciano e di tutto il gruppo. Così ho cominciato a costruire qualche capanna, ed essendo un tipo estroverso, ne facevo una diversa dall'altra, con materiali differenti. Mi piace questo lavoro perché vedo che ci unisce e ci fa lavorare insieme. Belli anche gli incontri di formazione che facciamo nell'ultima domenica del mese, perché si deve camminare con due gambe: lavoro e formazione".
Sanson: "il piacere del legno"
Anche Roberto Sanson ha qualcosa da dire. "Ho conosciuto i saveriani cinque anni fa visitando la mostra dei presepi. In quell'occasione ho guardato un video che illustrava come si svolgeva il lavoro e mi sono entusiasmato. Anche a me piace lavorare il legno e mi sono proposto per dare una mano. Da allora, ho continuato la mia collaborazione in modo sempre più attivo e concreto.
Ho frequentato anche i vari incontri di formazione del Gams (Gruppo amici missionari saveriani), che hanno suscitato in me una sensibilità per le missioni, una realtà che prima conoscevo poco. Mi sono sentito a mio agio, ho conosciuto nuove esperienze che mi hanno arricchito. Senz'altro ho ricevuto molto di più di quello che ho dato".








