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Ma gli aiuti sono davvero sufficienti?

La scorsa estate siamo di nuovo tornati in Burundi, dai missionari saveriani che ormai conosciamo bene. Siamo andati a vedere come stanno i bambini che aiutiamo a crescere, a vedere il bel lavoro dell'acquedotto di Buhayira, che abbiamo aiutato a costruire. Padre De Cillia è contento: "Oltre 15mila persone possono finalmente avere l'acqua potabile nelle fontane vicino casa!".

Lo zaino pieno di caramelle

2007 11 BimbiBurundiDopo un'intensa giornata trascorsa a Muberure, con gli orfani di cui si prende cura p. Luigino Vitella, lo stomaco inizia a farsi sentire. Le nuvole di polvere che salgono a ogni “bacinellata” di riso o di fagioli che le mamme raccolgono e ripongono in sacchi o buste, ci seccano la gola.

Siamo Giuseppe, Lucia e io. Grondiamo di sudore. Abbiamo fatto colazione al mattino presto. Ho lo zaino di mio figlio pieno di caramelle: i bonbon che piacciono tanto ai bambini. Ne vorrei mettere qualcuno in bocca, ma ho vergogna.

Siamo in un’aula di 4 metri per 4, con i banchi accatastati su una parete e tre grandi contenitori: uno per i fagioli, uno per il riso, uno per il sale. In un angolo ci siamo noi, con l’elenco dei piccoli che vogliamo vedere, per poi riferire alle famiglie. Ci passano davanti a gruppi di sei o sette, più i genitori. Sono contenti per quello che hanno ricevuto e, dopo la caramella, ci salutano con un sorriso. Fuori della porta, altre cinquecento persone aspettano di entrare e impediscono all’aria di circolare.

La banana non va giù!

Verso mezzogiorno qualcuno porta un casco di mjuj, le dolcissime banane del Burundi. "Guarda che belle!", esclama Lucia. Quasi per istinto, ne prendo una e l'addento, ma… il boccone mi rimane in gola. Non vuole scendere.

Gli occhi di quei bambini e di milioni di altri bambini, che come loro devono sopravvivere con una manciata di riso e fagioli, me li sento tutti addosso. Mi osservano e sembrano dirmi:

“Guarda bene e spiegami perché io, che come te sono un figlio di Dio, mi trovo in queste condizioni! Quali colpe ho io, e quali meriti hai tu, per essere così diversi? Sei venuto dall’Italia per vedere come stiamo, per vedere se gli aiuti sono sufficienti... Grazie per gli aiuti! Ma sufficienti per cosa? Per non morire subito! Secondo te, io sto vivendo o morendo?...".

Ogni volta che penso ai bambini, la mia mente s'inquieta, la coscienza si agita. Comincio a riflettere sulle mie Messe e Comunioni, sulle mie preghiere e pratiche di vita. Penso: quei bambini sono proprio dei "poveri cristi". E mi sento rispondere: "Hai ragione! Perché Cristo in noi è sempre sulla via dolorosa".



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