Sogno la pioggia, sogno la neve
Appello per un mondo più pulito.
Non occorre essere dei grandi studiosi della terra e degli astri per accorgersi che è cresciuta la temperatura del pianeta, che è scomparsa la neve, che è diminuita la pioggia. E tutti, anche gli inesperti e i distratti, si sono accorti che l’acqua dei fiumi, dei torrenti e dei laghi è calata in modo preoccupante.
Di chi è la colpa?
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, e non solo dei contadini e dei cittadini del sud del mondo. Anche in Italia siamo rimasti senz'acqua per irrigare i campi e perfino con poca acqua potabile. La fertile pianura padana ha conosciuto la siccità e molti campi di frumento e granoturco si sono seccati. Tutti si lamentano, adesso, perché è cresciuto il prezzo del pane e della pasta, addossando ogni colpa su governanti e speculatori. Ma allora di chi è la colpa?
Gli studiosi parlano di un enorme buco nell’ozono, il gas buono che avvolge la terra e la protegge dal calore bruciante del sole e favorisce l’atmosfera umida e le nuvole foriere di pioggia. Come si è formato questo “buco” che sembra essere la prima causa del crescente surriscaldamento del pianeta? La causa principale è l’inquinamento ecologico delle nazioni più ricche di industrie, come l’America del nord, l’Europa, il Giappone, la Cina, l’India e la Russia, che consumano mari di petrolio, benzina e nafta, producendo gas tossici e inquinanti.
Per non morire avvelenati
Certamente non si possono fermare le industrie e tutti i mezzi dotati di motore. Bisogna invece incrementare la produzione e l’uso di energia pulita, anche se costa di più, sia per la protezione della natura sia, soprattutto, per la salvaguardia del creato e il rispetto delle vita umana. “Sotto la neve, il pane”, dice un proverbio. Ecco perché io sogno la pioggia e sogno la neve. Sono sicuro che anche voi sognate con me, perchè non possiamo vivere senz’acqua. Nessuno vuole morire avvelenato. Non vogliamo che la terra diventi un deserto, un forno crematorio o una camera a gas.
Nell’estate che ci siamo lasciati alle spalle, abbiamo visto in molte nazioni del mondo numerosi incendi di giardini, boschi e foreste; incendi paurosi, estesi per migliaia di chilometri, pari al territorio della Francia. Sono incendi dolosi e colposi, causati scientemente e volontariamente da persone che non si possono più chiamare esseri umani. Se verrà la fine del mondo, così come viene la fine della vita, non sarà certamente voluta dal buon Dio, ma piuttosto causata dagli “umanoidi”.
Sogno un po’ di giustizia
Due mesi fa, in un messaggio per la giornata Onu dell’alimentazione, il Papa ha scritto che la fame nel mondo è uno sfregio alla dignità umana, una piaga che non si deve solo a cause di tipo naturale, ma per lo più a situazioni provocate dal comportamento dell’uomo. Il Papa ha detto che i bambini sono le prime vittime di questa tragedia, perché spesso sono obbligati a un lavoro forzato o reclutati dai gruppi armati in cambio di un po’ di cibo.
“Per questo motivo - scrive Benedetto XVI - la lotta alla fame nel mondo è una delle sfide più urgenti, che richiede sforzi individuali e internazionali. Ognuno di noi si senta impegnato a cooperare per rendere possibile il diritto all’alimentazione, dal quale derivano tutti gli altri, a partire da quello fondamentale della vita”. Purtroppo, tale impegno non è stato ancora tanto forte da far diminuire il numero degli affamati, che supera ancora gli 850 milioni.
Parole così chiare non hanno bisogno di commento, ma solo di ascolto. Perciò, anche nel nuovo anno noi missionari continueremo il nostro impegno per combattere lo scandalo della fame con tutte le nostre forze, nella ferma speranza di non essere soli.








