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Sud/Nord Notizie: Nepal, Sud Sudan, Colombia, Afghanistan e Ciad

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Acque agitate

Nepal: nuovo primo ministro. Dopo sette mesi di stallo, i partiti politici del Nepal hanno trovato l'accordo per eleggere il nuovo primo ministro. È Jhalanath Khanal, intellettuale e scrittore, capo del partito comunista-leninista, che deve portare il Paese sulla strada della democrazia e dei diritti.
La nomina mette fine a un lungo periodo di incertezza politica. Si spera che anche le questioni riguardanti le minoranze cristiane, come quella della mancanza di cimiteri, potranno essere riesaminate,
nel pieno rispetto della libertà religiosa sul territorio nazionale.

• Sud Sudan: primi problemi. I risultati ufficiali definitivi del referendum sull'indipendenza del sud Sudan dicono che il 98,83% dei votanti si è espresso a favore. L'annuncio è stato accolto con gioia da una folla festante a Juba, capitale del nuovo Stato, che nascerà a luglio.
Il Sud Sudan dovrà però far fronte a diversi problemi: le continue violenze dell'esercito di resistenza del Signore (LRA), che ha ucciso, rapito e costretto alla fuga circa 500mila persone, e l'omicidio del ministro per lo sviluppo.

Mons. Kussala, vescovo di Tombura-Yambio, ha proposto un piano in 4 punti: maggiore protezione dei civili, l'arresto dei leader dell'LRA, l'aumento degli aiuti umanitari, il negoziato per arrivare a un accordo di pace.

Infanzia negata

• Nepal/2: bambini lavoratori. Secondo un rapporto dell'Organismo internazionale per i lavoratori, in Nepal è stato registrato un calo di bambini lavoratori rispetto a dieci anni fa, ma non basta. Le ragazze lavorano in condizioni molto più pericolose rispetto ai loro coetanei maschi. Su circa otto milioni di bambini tra i 5 e i 17 anni, più di un milione e mezzo lavora. Il violento scontro decennale tra l'esercito e i ribelli maoisti ha costretto le famiglie rurali a mandare i loro figli al sicuro nelle aree urbane, dove hanno dovuto lavorare per mantenersi. Questa pratica si è ridotta con la fine dei conflitti, nel 2006.

• Colombia: "Giornata delle mani rosse". Il reclutamento di bambini per i conflitti armati è stato bandito il 12 febbraio 2002 dalle Nazioni Unite. Tuttavia, l'approvazione di questo protocollo non ha fermato i gruppi paramilitari che continuano ad attirare i bambini tra le loro fila. In Colombia sono tra gli 8 e 11 mila i ragazzi-soldato. Per sensibilizzare la popolazione e chiedere di mettere fine a questa pratica criminale, Amnesty International ha organizzato a Bogotà la "Giornata delle mani rosse". I passanti hanno dipinto le loro mani di rosso e le hanno appoggiate su un foglio di carta come simbolo di rifiuto del reclutamento dei bambini-soldato.

Senza confronto

• Missione in Afghanistan. Lunedì 24 gennaio la Camera ha dato parere favorevole sul nuovo finanziamento alla missione militare dell'Italia in Afghanistan: 410 milioni di euro per il primo semestre 2011. In media sono più di due milioni al giorno. Fuori dalle spese militari, è sempre più ridotto il finanziamento alle iniziative di sviluppo: 16,5 milioni di euro che serviranno a pagare progetti di ricostruzione, assistenza umanitaria e anche a organizzare una conferenza regionale della società civile per l'Afghanistan. In nove anni e mezzo, la campagna militare è costata all'Italia più di 3 miliardi di euro.

• Ciad: serve acqua potabile. Il Paese vive una situazione difficile dal punto di vista sanitario. Il Ciad dispone d'acqua potabile solo per il 44% della popolazione e di strutture igieniche adeguate sufficienti per il 12%. Si utilizzano latrine all'aperto e solo poche scuole hanno i gabinetti. Per cercare di far fronte a questa emergenza, l'Unicef si è impegnata a garantire acqua potabile e circoscrivere le emergenze di colera. Spesso, la gente non è in grado di acquistare regolarmente sapone e candeggina ed è difficile parlare di sanità non disponendo di servizi igienici.



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