Sud/Nord Notizie: Il serbatoio del nord
Guadagni per pochi
Il petrolio dell’ Africa. Sette anni fa, in Ciad fu costruito un oleodotto per lo sfruttamento del petrolio. Pensato per proteggere l’ambiente e sollevare il paese dalla povertà, il progetto assicurava che una parte dei ricavi sarebbe stata impiegata per scuole, strutture sanitarie e servizi sociali. I sostenitori del progetto dicevano che solo liberando il petrolio intrappolato nel deserto, gli abitanti del Ciad avrebbero potuto uscire dalla povertà.
Oggi in realtà, il petrolio non solo non migliora gli standard di vita dei Paesi dai quali sgorga, ma tende a peggiorarli. Il caso del Ciad non è l’unico nel continente africano. Multinazionali e Paesi emergenti, Cina e India compresi, hanno inpiduato nell’ovest dell’Africa (Nigeria, Gabon, Ciad, São Tomé, Angola) una vera miniera d’oro nero. Il petrolio africano è di qualità migliore, richiede meno lavoro di raffinazione ed è più sicuro, ma i benefici per le popolazioni locali non ci sono; o perlomeno …non si vedono!
• Costa d’ Avorio: risarcimenti contestati. Numerosi manifestanti hanno protestato ad Abidjan contro la ripartizione del risarcimento versato al governo ivoriano dalla Trafigura, la multinazionale olandese che lo scorso agosto aveva scaricato nel porto della capitale materiale altamente tossico. Solo un terzo del risarcimento (41 milioni di euro) andrà alle vittime dell’intossicazione che ha provocato la morte di 16 persone e costretto oltre 100mila persone a ricevere cure mediche.
"Il governo, anziché considerarci, ha fatto la sua ripartizione privilegiando l’amministrazione. Molti residenti non hanno richiesto indennizzi perché analfabeti, o perché, privi di corrente elettrica, non hanno ascoltato gli avvisi di radio e tv", ha detto una portavoce degli abitanti. Ad Abidjan resta il pericolo d’intossicazione: non tutti i siti contaminati sono stati completamente bonificati.
Iniziative importanti
• Italia per la lotta all’Aids. Il governo italiano ha stanziato 260 milioni di euro per il Fondo globale per la lotta all’Aids. Sergio Marelli, presidente della Federazione delle Ong italiane, ha commentato: "Siamo soddisfatti di questa notizia, tanto attesa. È una promessa mantenuta che dà concretezza all'impegno internazionale dell'Italia e alla sua credibilità. Ora, ci aspettiamo che lo stesso segnale positivo arrivi per i fondi destinati allo sviluppo e per la lotta alla povertà. Sarebbe un passo decisivo per far avanzare l’Italia dagli ultimi posti in Europa, in fatto di aiuto pubblico allo sviluppo, a una posizione di serietà".
• Appello per il Congo. Gli osservatori italiani che hanno seguito il processo elettorale e democratico in Congo RD, hanno consegnato a D’Alema una lettera per sottoporgli alcune importanti questioni, prima del suo incontro con il presidente congolese Kabila.
A un anno dalle elezioni politiche, la situazione nel Paese, soprattutto nella regione del Kivu, sta registrando una serie di eventi che destano preoccupazione. In quest’area, la gente ha votato in modo massiccio, con entusiasmo e speranza. Ora la popolazione è delusa perché nulla è cambiato. Anzi, si teme il ritorno alle ostilità e al conflitto, per varie ragioni: non sono stati sciolti i vari gruppi armati; non è stato effettuato alcun cambiamento nelle posizioni di comando militare; continua l’entrata massiccia di gente dai paesi vicini (soprattutto dal Ruanda).
Gli osservatori chiedono che l’Europa svolga un ruolo di vigilanza e di pressione perché non ritorni lo spettro della guerra.
Cambiare è possibile
• Nepal: verso la democrazia. Per la prima volta il parlamento nepalese si è dato il potere di abolire la monarchia, che è al potere da 238 anni, se l’assemblea costituente approva la mozione del governo con la maggioranza dei due terzi.
Intanto, sono state fissate per il 22 novembre le elezioni dei 497 membri dell’assemblea costituente che, oltre a decidere il futuro della monarchia, dovrà preparare una nuova Costituzione. È l’ultima tappa del processo democratico, previsto dall’accordo di pace che lo scorso novembre ha posto fine alla decennale guerra civile tra il governo e gli ex-ribelli maoisti, costata la vita a oltre 13mila persone.








