Missioni Notizie: Messaggi di Speranza, Voce della chiesa
Messaggi di speranza
Emirati Arabi e Vaticano. Con un annuncio in contemporanea in Vaticano e ad Abu Dhabi, è stato comunicato l’allacciamento delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e gli Emirati Arabi Uniti. Il Paese arabo ha 4 milioni di abitanti, con un’alta percentuale (70%) di lavoratori stranieri. I cristiani sarebbero più di un milione, in maggioranza cattolici, appartenenti a più di cento nazionalità perse. Le chiese sono sette e si celebra la Messa in persi riti e lingue. Si attendono dalle autorità arabe i permessi per la costruzione di nuove chiese. perse congregazioni religiose prestano la loro opera educativa in sette scuole.
• 12 ottobre: giornata del dialogo. "Costruire speranza e convivialità" è il tema della sesta giornata del dialogo cristiano-islamico che si svolgerà il 12 ottobre prossimo, ultimo venerdì di ramadan. Per gli organizzatori è importante che donne e uomini di fedi perse siano uniti per dire "basta" all’odio e all’abuso delle religioni per scopi impropri. L’invito è che le comunità cristiane e islamiche di ogni città organizzino incontri congiunti, partendo dalla propria realtà locale, per rimettere in moto il popolo del dialogo. La speranza è che si possa arrivare all’istituzione di una "giornata europea" del dialogo tra cristiani e islamici.
• Martiri giapponesi. C’è stata festa nella chiesa giapponese alla notizia che il Papa ha riconosciuto come martiri 188 sacerdoti, religiosi e laici, uccisi in Giappone fra il 1603 e il 1639. Quella del gesuita p. Pietro Kassui Kibe e dei 187 compagni martiri è la prima causa di beatificazione proposta dai vescovi giapponesi. Sono morti per difendere il diritto di professare liberamente la religione cristiana, opponendo una resistenza non violenta ai loro persecutori.
I cattolici giapponesi credono che gli esempi dei martiri cristiani sono un incoraggiamento per i missionari e per tutti i cristiani del Sol Levante, dove i cattolici sono una piccola minoranza (0,3%).
La voce della chiesa
• Kazakhstan: la fede cresca. Mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Karaganda, ha descritto la situazione del Paese e le sfide della diocesi. Il Kazakhstan è un ponte tra Europa e Asia; vi abitano i rappresentanti di oltre 100 popoli. La gente è di religione musulmana, sebbene gran parte della popolazione sia di origine europea. I cattolici sono il 2% della popolazione. L'anno scorso ci sono state le prime ordinazioni di sacerdoti nativi. Un problema è la mancanza di sacerdoti per un territorio molto vasto. È stata avviata anche la costruzione di una chiesa, perché in Kazakhistan non c’era ancora una cattedrale: "Vogliamo dedicare questa chiesa alla Vergine di Fatima, Madre di tutti i popoli che hanno sofferto in questi territori". Ma il progetto più importante per mons. Schneider è "che la fede cresca nelle anime di tanti fedeli e che Cristo sia sempre più conosciuto".
• Incaricato del dialogo. Il cardinale Tauran è stato nominato presidente del pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso. Archivista e bibliotecario del Vaticano, il card. Tauran ha contribuito a predisporre gli importanti lavori al fabbricato che ospita la preziosa biblioteca e una completa riorganizzazione dei suoi volumi.
Di Tauran si ricorda il ruolo nei momenti più duri delle molteplici crisi mediorientali, ma anche l'attività nelle crisi dei Balcani e nei conflitti in Africa, oltre alla protesta vaticana con gli Usa per la guerra in Iraq. Mariano Benni, direttore dell’agenzia Misna, ha detto: "La scelta del cardinale Tauran, uomo di grande esperienza diplomatica e apprezzato nel mondo arabo, dimostra come il Consiglio per il dialogo interreligioso torni ad essere un organismo strategico della Santa Sede".
Una storia speciale
• Thomas Sankara: vent’anni dopo. In Burkina Faso, il 2007 è stato dichiarato "anno di Thomas Sankara", in ricordo del presidente ucciso il 15 ottobre 1987. A vent’anni dalla morte, il 15 ottobre, nella capitale Ouagadougou si terrà una grande manifestazione.
Sankara aveva assunto il potere nel 1983 e aveva fatto importanti riforme democratiche: aveva decentralizzato l’amministrazione e incluso numerose donne nel governo; aveva abolito le imposte feudali e i privilegi riservati ai capi tribali e politici; aveva promosso la riforma agraria e investito in strutture, forestazione, educazione e servizi sanitari. Ma soprattutto la popolazione aveva sviluppato un genuino senso di patriottismo, che aveva permesso di superare le pisioni tribali.
Sankara, però, pur godendo dell’appoggio della gente, era entrato in contrasto con gruppi di potere molto influenti. Aspri dissidi si erano creati anche con alcuni paesi occidentali (Stati Uniti e Francia), da cui il Burkina Faso dipendeva economicamente e ai quali aveva chiesto il condono del debito estero, denunciandolo come oneroso e oppressivo. La conseguenza è stata la sua uccisione nel 1987, durante un colpo di stato.








