Skip to main content

Lo spigolo della mistica: il discepolo ideale

Condividi su

Giovanni Battista, con Maddalena, che con termine "sponsale" chiamerà Gesù "il mio Signore", è il tipo ideale del discepolo ideale. Lo si vede chiaramente dal frasario che usa quando parla di Cristo e confessa in modo esplicito, sicuro e solenne: "Lo confesso, io non sono il Cristo!".

Giovanni scompare e si cancella, si disintegra e si annulla nell’anonimato della "voce di uno" che non ha nome e non esiste. Ma la frase più rivelatrice della figura di Giovanni e che ne fa "il" discepolo ideale è questa: "Chi possiede la sposa è lo sposo; ma l’amico dello sposo, quando sente la sua voce che arriva, esulta di gioia. Ora questa mia gioia ha raggiunto il colmo. Cristo deve imporsi, io invece scomparire". È questa la mistica esperienza che fa di Giovanni l’uomo più grande nato da donna!

Tentiamo di accarezzare la frase giovannea che, forse è la più rivelatrice e quella che meglio ci fa capire la natura della vita cristiana e delle sue implacabili e logiche esigenze.

Chi si propone ed ha la grazia di seguire Cristo non può farlo che in modo "totale-totalizzante, radicale-radicalizzante"; perché Cristo è un uomo che raccoglie su di sé "tutta" la sua perfezione e "tutto" il bene possibile, e pertanto rifiuta la "misura"; è un uomo tale e tanto che non si può amare un po’: se non si ama "completamente" non si ama "perfettamente"; Cristo è un uomo tale che si deve amare "senza discutere": ci si deve arrendere senza condizioni.

Come Giovanni, appunto, che non appena ha sentito la voce di Gesù, lo sposo dell’umanità e l’Agnello che viene a togliere i peccati dal mondo, ha esperimentato nel suo cuore un’invasione di gioia, ben convinto che era Lui "il" protagonista, "il" re della festa, "il" centro di gravità "unico". Giovanni perciò scompare e si annulla, si toglie di mezzo e muore; e in questa morte, confessa, consiste tutta la sua gioia e il suo benessere, il suo vanto e la sua vittoria.

Siamo alla "morte mistica", quando l’uomo è completamente "convertito-raddrizzato nelle vie" di Cristo; siamo al vertice più alto e alla gioia-grandezza più completa, quando le ubriacature dell’avere-godere-potere sono assorbite dalla vita; siamo sul grande traguardo cantato anche da Paolo: "Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me! Siamo alla consumazione del desiderio cocente: "È necessario che io muoia, affinché Cristo viva; perché, direbbe Paolo, la piena vittoria si misura dall’ammissione "gioiosa" della più completa sconfitta "personale".

Infatti, quando il "mio" io si dichiara debole, è proprio allora che divento forte: se il grano di frumento non muore "gioiosamente" sottoterra, la bella e vittoriosa spiga non è possibile; infatti il cristiano senza Cristo non può fare neppure "qualcosina", ma solo "nulla".

In questo consiste tutta la sua vittoria-grandezza-vanto.

Questa sacra legge di "vita-morte" non sarà mai sufficientemente meditata da tutti gli educatori, ma in modo particolare da coloro che sono impegnati in modo più diretto da problemi educativi, come genitori-professori-parroci-catechisti-vescovi: tutto il loro successo dovrà consistere nel volerne nessuno di "personale": quanto più la loro gioia "compiuta" consisterà "solo" nel desiderio sincero di nulla volere "per sé", ma esclusivamente per Cristo, solo allora l’educazione otterrà quella vittoria e avrà quell’efficacia, che "solo" da Cristo può venire, avendoci Egli detto:

"Non si turbi il vostro cuore e non si sgomenti a condizione che vi affidiate a me, perché io ho vinto il mondo: io sono con voi, fidatevi di me!".



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 5490.88 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Dicembre 2006
Vestiti e regali chiusi nelle casse... Il Giappone di cinque secoli fa era un paese aperto e vario; non era ancora unificato né monolitico. Ogni zon…
Edizione di Novembre 2022
Il 24 settembre abbiamo festeggiato nella nostra comunità i 50 anni di sacerdozio di p. Giacomo Gobbi. L’abbiamo festeggiato in comunità e la sera di…
Edizione di Aprile 1999
Missionario in Giappone per quasi mezzo secolo e Cavaliere d'Italia Si è spento all’alba dell’ 8 febbraio all'età di 84 anni, lui che era stato nell…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito