Sud/Nord Notizie: Gossip, contesto, includere tutti e onestà
Dall'1 al 5 aprile a Perugia si è svolta la terza edizione del festival internazionale del giornalismo. Quest'anno, per la prima volta, è stato dedicato uno spazio alla stampa missionaria. Ho personalmente partecipato come "inviato" di Missionari Saveriani all'incontro di domenica 5 aprile che si è tenuto presso la sala dei Priori.
A confrontarsi sul tema "Giornalismo missionario, oltre i grandi media" c'erano quattro missionari impegnati anche nell'informazione. Moderati da Stefano Femminis, direttore di "Popoli" mensile dei gesuiti, i relatori erano: p. Giuseppe Caramazza, dell'agenzia missionaria Misna, p. Bernardo Cervellera, fondatore e direttore dell'agenzia di notizie Asianews, p. Emil Blaser, direttore di Radio Veritas a Johannesburg in Sudafrica, e p. Kizito Sesana, fondatore a Nairobi del Centro mediatico "New people".
È mancata una voce del Sudamerica che avrebbe completato il panorama informativo missionario. In apertura e chiusura dei lavori è intervenuto il vescovo di Perugia, mons. Giuseppe Chiaretti.
Alcuni dati
• Prevale il "gossip". L'osservatorio di Pavia ha pubblicato recentemente alcuni dati. In Italia, nei telegiornali nazionali le notizie dal sud del mondo rappresentano solo il 6% delle informazioni totali. Il "gossip" occupa molto più spazio (il quadruplo) ed è ancor più prevalente nel periodo estivo. Di fronte a questi numeri, la stampa missionaria contrappone le sue "sole" 40 riviste che raccolgono circa 650mila lettori, oltre ai visitatori dei siti internet. Ma qual è il valore aggiunto del giornalismo missionario rispetto a quello degli altri media? (Femminis)
Un valore in più?
• Il contesto della notizia. La tecnologia ci permette di avere e mandare velocemente notizie, quasi in contemporanea agli eventi. Ma se da una parte siamo vicini alle situazioni, dall'altra facciamo fatica a coglierle. Non è sufficiente sapere o vedere qualcosa per scoprirne il significato. Spesso le notizie del sud del mondo arrivano indistinte. Ad esempio, tutti hanno detto che il Papa è stato in Africa; in realtà è stato in due Paesi dell'Africa con lingue, culture e tradizioni diverse tra loro.
I missionari-giornalisti possono aiutare la gente e i mass media a comprendere gli eventi in un certo contesto, a capire i fatti mettendosi in relazione con le storie, le persone, la cultura di un luogo. Le sensibilità di altri popoli vanno accolte perché non possono essere considerate cose lontane o estranee. (p. Caramazza)
• Includere tutti. Gesù ha incluso tutti (lebbrosi, malati...); anche quando si parla di giornalismo missionario bisogna includere tutti. La stampa missionaria può contribuire a portare tutti coloro di cui si parla in un'unica famiglia umana. In Africa ci sono milioni di persone analfabete, ma non stupide. È importante quindi parlare con le loro lingue, considerando la forte differenza tra popolazioni urbane e rurali.
Ci sono due tipi di giornalismo missionario. Il primo "usa" l'Africa per creare pathos e per comunicare certi messaggi; ma deve andare in mezzo alla gente per far sentire che si stanno raccontando le sue storie. Il secondo è quello che utilizza le buone notizie, non solo quelle negative. (p. Blaser)
• Giornalismo onesto. Il sito internet di Asianews ha pensato a un'informazione a due vie: notizie per l'Occidente e per la stessa Asia. Inoltre, il giornalismo di Asianews vuole far comunicare Oriente e Occidente al di là di ogni pregiudizio. Infatti, l'Asia è conosciuta come meta di vacanze o per l'economia, ma non c'è interesse per i suoi popoli. Dal punto di vista asiatico, invece, l'Occidente spesso è considerato oppressore e sfruttatore.
Il giornalismo missionario è un giornalismo onesto, che dice cose che altri non dicono e che è meno condizionato da certi poteri forti. Inoltre, in nome della fede, è più attento all'uomo in tutti i suoi aspetti: maternità, alimentazione, educazione, dimensione religiosa. La battaglia per la libertà religiosa, ad esempio, è la prova del 9 perché anche gli altri diritti siano riconosciuti. (p. Cervellera)








