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Missioni Notizie: Sinodo/Africa, svolta epocale, informazione e formazione

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L'autocritica

Il Sinodo per l'Africa. Spesso le notizie vengono forzate in modo discutibile. Un giornalismo che deforma la realtà non è serio. È importante investire di più sulla ricerca e sulla documentazione di ciò che si dice.

Un esempio: a ottobre si celebra il sinodo per l'Africa, ma alla chiesa italiana non sembra interessare molto. I settimanali cattolici non ne parlano e anche la stampa missionaria ne tratta poco. Eppure, dovrebbe aiutare la chiesa africana a riflettere più profondamente sulla situazione del continente. Sarebbe bello che le riviste missionarie mandassero qualche inviato in Africa per vedere come le chiese si preparano al sinodo e per fare un'inchiesta seria sulla chiesa africana. La stampa missionaria italiana sembra un po' compiaciuta delle cose belle che si dicono e fanno, ma potrebbe aiutare di più la gente a capire quali sono i veri problemi e le vere risorse. (p. Sesana)

Se la chiesa vuole esprimersi in modo coraggioso deve parlare delle cose che accadono alla gente. Bisogna essere in contatto con quello che le persone vivono. E se non abbiamo le risposte possiamo dire onestamente che non le sappiamo; non è obbligatorio avere una risposta per tutto. (p. Blaser)

L'immigrazione

• Una svolta epocale. In Occidente genitori e figli sono più preoccupati della carriera e del benessere, mentre l'apertura al mondo e la fede sono collocate nei posti più bassi della scala dei valori. È faticoso far conoscere gli altri e cogliere la bellezza dei popoli. C'è bisogno di un cambiamento culturale epocale, che renda la mente aperta, disposta ad accogliere quello che c'è di buono nelle altre culture. Ad esempio, c'è la tendenza a considerare la Cina solo in rapporto all'economia e al mercato invadente. Però, i cinesi, quando sanno che possono fidarsi di qualcuno, lo accolgono nella sua famiglia. (p. Cervellera, Caramazza)

• La dimensione cristiana. Le riviste missionarie devono avere una dimensione diversa rispetto alla cronaca di un evento; dovrebbero dare un'informazione di tipo "missionario". Alla base di un giornale cattolico devono esserci valori cristiani come la condivisione. È una dimensione in più, che viene dal vangelo e ci deve portare a coinvolgere gli stranieri nella nostra vita.

Dobbiamo scrivere, parlare, fare tv in modo che le persone s'incontrino veramente e si scopra l'umanità comune. (p. Blaser, Sesana)

Ruolo dei laici

• Il vicolo cieco. Se si chiede a un direttore di qualsiasi giornale italiano perché si parla poco del sud del mondo risponderebbe: "perché alla gente non interessa". Questo è un modo di fare informazione che crea e impone le aspettative che uno vuole. Se si pubblicano notizie sull'Africa solo quando c'è spazio, non si produce un cambio di mentalità nella stampa. L'informazione dev'essere precisa e continuativa, ma è difficile uscire da questo vicolo cieco. (p. Sesana)

In Italia il giornalismo della grande stampa è diventato un affare economico per gli editori, i direttori e i giornalisti. I lettori non cercano di scoprire la realtà; si accontentano generalmente di quello che viene loro proposto. Abbiamo bisogno di giornalisti laici che lavorino con competenza, professionalità e passione per i popoli del sud del mondo anche nei grandi mezzi di comunicazione. (p. Cervellera, Caramazza)

• Informazione e formazione. Le riviste missionarie non sono dei trattati teologici. Cercano di dare voce a chi non ne ha, senza rinunciare alla propria identità cristiana. Condivisione e solidarietà sono valori universali, per cui se un tema è trattato e scritto da giornalisti non cattolici non ci sono preclusioni, l'importante è che sia fatto bene. (Femminis)

Asianews, curata in gran parte da cattolici, è rispettata e letta da musulmani, hindù e da monaci tibetani perché presta attenzione all'uomo e alla dimensione religiosa, senza paraocchi. (p. Cervellera)

La stampa missionaria è importante come strumento d'informazione, ma anche di formazione. La notizia dev'essere approfondita con argomentazioni e motivazioni valide. La mondialità - così ben proposto dalla rivista dei saveriani - è un tema che dovrebbe entrare nel mondo della scuola. Perché non viene proposta sfruttando le testimonianze dei missionari? (mons. Chiaretti)



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