In gita nella fraternità, Visitando la Venezia inedita
Anche quest'anno è stata organizzata la tradizionale gita di primavera. Il 17 maggio siamo tornati a Venezia dove il professor Mario Carraro, amico e guida esperta, ci ha condotto alla scoperta di luoghi poco turistici, ma suggestivi. La gita ha avuto il suo momento spirituale più intenso nella visita all'isola di San Francesco del Deserto.
Ad accoglierci c'era fra Sebastiano, un amico dei saveriani. Con il suo modo sobrio ma vivace, ci ha introdotti nell'atmosfera francescana parlandoci del soggiorno di Francesco, approdato nell'isola nel 1220, di ritorno dal suo viaggio in Medio Oriente, e accolto dal festoso canto delle rondini (il racconto del prodigio è narrato da san Bonaventura nella "Legenda maior").
L'isola è molto antica. Venne donata all'ordine francescano da Jacopo Michiel nel 1233, e vi era già una chiesa dedicata al santo. Il suo nome è di origine popolare e risale alla prima metà del '400, quando venne abbandonata per oltre un ventennio a causa della insalubrità della laguna.
Sulla via del ritorno, abbiamo toccato Treporti, paese natale di mons. Dante Battaglierin, vescovo saveriano in Bangladesh. Abbiamo attraversato le bocche del porto, osservando gli imponenti lavori del "Mose". Il capitano ci ha fatto vedere su un maxi schermo un'animazione del funzionamento delle dighe mobili che dovrebbero salvaguardare Venezia dalle grandi maree. Nel rientrare al Tronchetto, abbiamo incrociato tre grandi navi trainate dai rimorchiatori, avviavandosi a riprendere la via del mare. Saluti festosi, fotografie, sventolio di fazzoletti colorati ci hanno accompagnato fino ai nostri pullman.
Per tutti i partecipanti è stata l'occasione per conoscere uno scorcio inedito della sempre affascinante Venezia, accompagnati da un caldo sole estivo e dalla bella sensazione che si prova navigando in mezzo alla Laguna.








