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Interviste sotto l’albero Un pioniere delle Filippine

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Come abbiamo già riferito nella pagina di ottobre, sono ospiti della casa di Tavernerio le sorelle saveriane e i missionari saveriani arrivati direttamente dalle missioni, per partecipare a un corso di aggiornamento che dura tre mesi. A novembre abbiamo intervistato padre Renato Filippini, giovane bresciano missionario in Giappone. Questa volta tocca a p. Rodrigo Vázquez e p. Willy Mukucha. Il primo è messicano e si trova nelle Filippine; il secondo è un saveriano congolese, missionario in Sierra Leone.

Padre Rodrigo ha quarant’anni. Entrato adolescente nell’istituto saveriano, ha completato gli studi teologici a Madidi, in Messico. Nel 1993 è stato ordinato sacerdote ed è stato tra i primi saveriani a partire per le Filippine nel 1995.

Perché sei stato scelto per le Filippine?

Il capitolo generale della congregazione aveva proposto l’apertura di una teologia internazionale per rispondere alle esigenze missionarie del continente asiatico, che ha il minor numero di cristiani. Tra le varie possibilità, i superiori hanno preferito  Manila, nelle Filippine; forse per le molte opportunità di studio che vi sono in quella nazione, l’unica in Asia  ad avere la maggioranza di cristiani.

I superiori mi hanno inviato nelle Filippine per fare animazione vocazionale e aiutare nella formazione dei giovani studenti saveriani.

Siete impegnati in apostolato diretto?

Fondata la comunità della teologia, l’arcivescovo di Manila nel 1991 ci ha affidato la parrocchia di san Francesco Saverio, proprio nel giorno della festa del nostro patrono. La maggioranza dei nostri parrocchiani è povera, proviene dal sud, soprattutto dall’isola di Mindanao, dove il conflitto tra musulmani e governo semina terrore, morte e miseria.

Manila, la capitale, è per tutti i filippini la speranza di un avvenire di pace. La nostra parrocchia è diventata una comunità pluri culturale; ogni gruppo l’arricchisce portando con sé la lingua, le feste e le proprie tradizioni.

È una sfida grande!

Sì, è una sfida alle nostre capacità di affrontare le diversità culturali, per cercare di condurle ad una certa unità! L’unità e la comunione tra i fedeli la raggiungiamo attorno al banchetto eucaristico, da cui viene il coraggio e la forza per l’opera di evangelizzazione, sia da parte dei laici che dei sacerdoti.

Tutto questo comporta per noi missionari stranieri uno sforzo considerevole, per comprendere le culture del popolo filippino. Ma esiste tra i fedeli un forte senso di amicizia. Questo permette di vivere insieme i momenti lieti e tristi della vita e favorisce una maturazione umana e affettiva dei giovani.

Avete qualche attività speciale?

Nel 1996 abbiamo inaugurato una biblioteca con un programma educativo per offrire a tutti l’opportunità di risorse culturali adeguate. Possiede 14.000 volumi, tutti donati da famiglie, da amici, da scuole e da filippini residenti all’estero. La biblioteca è conosciuta oltre i confini della nostra parrocchia e si caratterizza per la sua apertura ecumenica. I giovani possono incontrarsi e scambiarsi idee ed esperienze di fede. L’accesso è gratuito.

Ci sono giovani vocazioni?

Sì, abbiamo già alcuni giovani candidati alla vita missionaria. Siamo fiduciosi che verrà il tempo in cui i saveriani filippini potranno condividere la loro esperienza di fede con altri popoli, secondo il sogno del beato Conforti, nostro fondatore. Finito il corso di aggiornamento, tornerò a svolgere l’attività di animazione vocazionale tra i giovani, per crescere con loro nella fede e nello spirito di servizio.



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