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Liberare la fede per la pace, Un messaggio per tutto l'anno

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Solo alcune considerazioni, per vivere bene il mese della pace e iniziare bene il nuovo anno, alla luce dell'importante "messaggio" che Benedetto XVI ci ha offerto per la giornata mondiale della pace. Si intitola, "Libertà religiosa, via per la pace". Si conclude con queste parole: "Tutti gli uomini e tutte le società, a ogni livello e in ogni angolo della terra, possano presto sperimentare la libertà religiosa, via per la pace!". È un auspicio, un'invocazione, un impegno.

Per libertà religiosa s'intende il diritto - dovere di godere la libertà nel professare la propria religione. È un diritto - dovere umano fondamentale, come il diritto alla vita (anche spirituale), il diritto di opinione (anche religiosa), il diritto alla casa (anche per il culto)... È un diritto violato in molti Stati del mondo, dove i valori democratici sono interpretati e imposti in modo discutibile, e dove una maggioranza crede di avere il diritto di negare la parità, dovuta a ogni essere umano.

Spesso sono proprio "le comunità cristiane che soffrono persecuzioni, discriminazioni, atti di violenza e intolleranza, in particolare in Asia, in Africa, nel Medioriente e specialmente in Terrasanta, luogo prescelto e benedetto da Dio", afferma con coraggio il Papa.

Ma nel mondo occidentale in genere, e anche nella nostra Italia, la "libertà religiosa" tanti la intendono come libertà dalla religione, libertà dalla fede, che loro ritengono essere un peso, non una gioia. Diventa così una libertà senza la fede; a volte anche contro la fede. Anche questo è un sacrosanto diritto che va rispettato, purché non venga sbandierato per negare il sacrosanto diritto di chi vive la fede, perché ci crede.

Il rischio maggiore e più diffuso, ai nostri giorni, è l'indifferenza e l'apatia verso una fede, che comunque richiede un impegno costante e coerente. Quei pensieri e affetti religiosi che hanno accompagnato la crescita dei figli nei primi anni della vita, vengono presto abbandonati nella prima adolescenza. Da molti; fortunatamente non da tutti.

L'indifferenza e l'apatia assomigliano più a una malattia da prevenire e curare, piuttosto che a un diritto da rivendicare a tutti i costi. Non veicolano la pace vera; forse sono sintomi di uno stato d'animo in tregua con il vuoto di senso nella vita.

Occorre "liberare la fede" nella mente e nel cuore, perché possa sprigionare tutte quelle potenzialità che la caratterizzano. Solo una persona liberata dai vincoli e dai condizionamenti, e libera nello spirito, può comprendere il valore della vera libertà religiosa e incamminarsi sulla via della pace.



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