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Sud/Nord Notizie: G8+G20, Ciad-Camerun, Haiti, Bangladesh, Sahel

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Tutto fermo

G8+G20 = obiettivi lontani. I dati forniti da Ban Ki Moon evidenziano un preoccupante ritardo nell'attuazione degli impegni assunti rispetto agli otto obiettivi del millennio da raggiungere entro il 2015.

A fronte di questa situazione, i G8-G20 non hanno nemmeno confermato le promesse fatte nei precedenti vertici. Le dichiarazioni finali brillano per inconsistenza. Nessun accenno all'impegno preso per aumentare l'aiuto pubblico allo sviluppo, laconiche riaffermazioni per la lotta ai cambiamenti climatici, veti incrociati per l'introduzione di una tassa sulle speculazioni finanziarie, nessun vincolo per attivare una tassa sulle banche responsabili della crisi... E anche l'Italia fa "melina": per il futuro nessuna cifra, nessun dato, nessun impegno.

• Ciad-Camerun: oleodotto di delusione. Presentato come un "modello di sviluppo", a 10 anni dall'avvio della sua costruzione, l'oleodotto Ciad-Camerun ha deluso le aspettative della popolazione. "Le compagnie petrolifere guadagnano soldi, ma sul terreno non c'è miglioramento delle condizioni di vita e di sviluppo" dice Jweff Napoleon, esponente della rete per la lotta contro la fame. "Se soltanto i ricavati fossero investiti nelle piccole realtà locali - sono 242 i villaggi attraversati dall'oleodotto - i cambiamenti di vita sarebbero radicali. Ci auguriamo che cessi l'inganno della gente".

• Haiti: dimenticata? A otto mesi dal terremoto che ha sconvolto Haiti (12 gennaio 2010), il nunzio apostolico mons. Bernardito Auza descrive la situazione. "Sembra che il terremoto sia stato ieri! Non c'è nessuno che porti via le macerie. Molta gente vive nelle tende e ancora non ha niente... Il problema della ricostruzione è legato alla composizione della commissione, per la quale non si trova l'accordo!".

Sono circa 2 milioni le persone che vivono in strada: 1.300 tendopoli d'emergenza sono diventate la loro casa fissa. I bambini sono malnutriti, occorre igiene e assistenza medica di base. Non c'è elettricità né acqua potabile.

Non solo natura

• Bangladesh: monsoni e arsenico. Oltre 600mila persone sono rimaste isolate e migliaia di ettari di raccolti sono andati distrutti a causa delle pesanti inondazioni monsoniche che hanno colpito il Bangladesh. Le gravi piogge hanno gonfiato i fiumi verso sud fino allo straripamento.

Intanto, secondo uno studio pubblicato nel "Lancet medical journal", un quinto di tutte le morti registrate nel Paese sarebbe collegato all'acqua contaminata dall'arsenico, mentre la metà della popolazione è cronicamente esposta a metalloidi velenosi.

• Messico: l'uragano ‘Alex'. Con venti a 165 chilometri orari e raffiche superiori ai 200, l'uragano ‘Alex' ha portato piogge torrenziali alla frontiera col Texas colpendo con forza la costa nord-orientale del Golfo del Messico. Almeno 17mila persone sono state evacuate dalle comunità costiere dello stato di Tamaulipas, colpite da mareggiate. Ci sono state vittime e danni ingenti, come dimostra la fotografia inviata dal saveriano p. Spigarolo.

• Sahel e Sahara: stop alla desertificazione. Gli stati di Sahel e Sahara stanno adottando una strategia comune per proteggersi dalla desertificazione. Anche la questione dell'accesso all'acqua impone una cooperazione tecnica e scientifica per programmarne gestione e utilizzo. Sulla strada della collaborazione si stanno indirizzando 17 paesi del Sahel. Stanno valutando la situazione alimentare di ogni paese per elaborare una mappatura delle zone a rischio carestia. Si tratta di mettere in comune i dati statistici per far circolare le informazioni, identificare i bisogni delle popolazioni e fornire una risposta rapida.



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