Lunghissima notte a Betlemme:
un lieve tepore di stalla;
Maria, del suo frutto in attesa,
lo sente, lo chiama, l’adora.
L’Eterno è riassunto nell’attimo
presente in un unico battito.
Azzerati fine e principio
fuori corso tempo e lo spazio.
Duemila anni e il globo ribolle
lucifero ha issato il suo vessillo:
crimini, odio, lampi di sterminio
libertà folle ha invaso gli umani.
Viandante frastornato, dèh ti arresta;
si rinnova il portento di Betlemme:
l’Infante divino nasce tuttora.
Cantano i cieli: pace sulla terra.