Storie di sport e di vita
Ci sono incontri per cui ti chiedi perché non siano avvenuti prima. Quello con Angiolino Massolini è uno di questi casi. Lui si definisce un semplice cronista, ma per chi ha avuto il piacere di conoscerlo e leggerlo è un giornalista sportivo a cui non manca nulla per essere considerato uno dei più grandi.
“Bresciaoggi” come casa, gli sport invernali e il ciclismo da narrare in tanti anni di attività (è stato inviato anche per le recenti Olimpiadi di Milano-Cortina), la natia Ospitaletto dove ha tanti amici (lo è stato anche l’indimenticato presidente del Brescia Calcio, Gino Corioni), le serrande da montare e riparare come primo lavoro (lui dice il principale) e una lista di colleghi che ne constatano l’impegno, la professionalità, la qualità narrativa. Di più, tanti corridori (oltre agli ex corridori) e sportivi che di lui si fidano e si affidano, perché sanno che l’amicizia viene prima di un pezzo giornalistico, pur non rinunciando alla schiettezza tutta… locale.
Vi chiederete cosa c’entrano i Saveriani. Avete presente quando si dice che una persona è amico di un amico. Ecco, questo ha fatto sbarcare Angiolino a S. Cristo e non per ragioni professionali, piuttosto per le sue capacità artigianali e la passione di allestire presepi. Metterlo in contatto con p. Gesuino Piredda, altro creativo costruttore di scene della Natività, è stata l’intuizione di Francesco Cantarella (eccolo l’amico in comune), volontario dei Saveriani. Dalla mostra natalizia all’amicizia è un attimo e basta condividere un pranzo o una cena per restare a bocca aperta ascoltando le storie di sport e di vita narrate da Angiolino.
Così, è sembrato naturale che scegliesse la Sala Romanino per presentare, il 29 aprile scorso, il terzo volume della sua opera intitolata “Fatti, numeri, colori e storie del ciclismo bresciano”, a cura della Compagnia della Stampa Massetti-Rodella editore. Una storia lunga 137 anni: dal primo campione bresciano Giuseppe Ramanzini ai contemporanei o quasi Dancelli, Bertoglio, Visentini, Gavazzi e Bontempi!
E con davanti un parterre de rois, come avrebbe detto il mitico Adriano De Zan, Angiolino, cappello d’alpino sulla testa, ha raccontato, ma soprattutto ha ascoltato.
L’ex ciclista Nicola Loda su Instagram ha scritto: “Una cosa mi ha colpito… vedere quanti campioni ha avuto Brescia nel ciclismo e quanti erano presenti alla presentazione. Segno che ad Angiolino tutti vogliono bene, segno che Brescia nel ciclismo è sempre stata forte. Speriamo che i giovani, sappiano continuare la tradizione. Dancelli, Bertoglio, Gavazzi, Visentini, Bontempi, Rosola, Zaina, Chiesa, Leali, Velo, Colbrelli hanno dato lustro alla mia città; ora aspettiamo i Donati e tutti i giovani talenti…”.
Ci verrebbe da dire che, come siamo attesa di nuovi talenti del pedale di casa nostra, così attendiamo anche nuove generazioni di giornalisti e cronisti pronte ad innamorarsi di sport non sempre da copertina, soprattutto quando i successi latitano da un po’.
Grazie Angiolino dell’amicizia per i Saveriani e per la tua lezione di umanità, prima ancora che di sport!







