Gioia di essere missionario, Vivendo insieme a p. Aldo Vagni
A livello di congregazione, noi saveriani abbiamo un documento che descrive i principali comportamenti del missionario, a livello spirituale e anche umano. Mi sembra che il volto umano di padre Aldo Vagni si adatti bene alle esigenti richieste della missione.
Innamorato della Parola
Aveva una buona familiarità con la propria cultura e con quella delle popolazioni africane presso le quali aveva lavorato per tanti anni. Leggeva molto. È interessante anche la selezione dei libri da lui acquistati. Tra essi, molti sono devozionali o utili alla predicazione; altri sono su temi teologici e pastorali.
Amava la parola di Dio così profondamente da renderla il suo vero pane quotidiano. Durante gli ultimi anni trascorsi ad Ancona, p. Aldo aveva raccolto molte annotazioni e pensieri. La stragrande maggioranza erano appunti sulla parola di Dio. Non erano, per così dire, produzione propria o originale, ma esprimono il suo desiderio di chiarezza per trasmettere agli altri quanto egli stesso aveva compreso e gustato.
La gente apprezzava molto p. Aldo proprio per questa sua chiarezza e profondità, ed era pronta a perdonargli qualche "esplosione". È anche vero che con la stessa facilità con cui egli si "scaldava", faceva anche ritorno alla normalità, o chiedendo scusa o facendo un gesto che... diceva tutto.
Si è donato agli altri
Padre Aldo era inesauribile nella sua attività. Quando il cuore gli aveva già causato vari problemi, scelse di ignorare la situazione e di continuare il suo stile di vita quasi come prima, un po' sfiduciato per una situazione che non riusciva a cambiare. Era molto affezionato ai giovani novizi, e si commuoveva quando veniva a sapere che qualcuno lasciava il noviziato per un'altra scelta di vita.
Anche dopo il suo rientro in Italia, la sua missione è continuata ad essere rivolta soprattutto a chi aveva perso la pratica della fede. La sua vocazione missionaria gli faceva comprendere l'importanza non solo di andare in missione (e sempre con la speranza di potervi tornare), ma anche di donarsi totalmente agli altri. Non è infatti la quantità di tempo trascorso in missione che qualifica un missionario, ma quell'atteggiamento interiore che lo spinge verso tutti.
In un'intervista del 2008, p. Aldo aveva detto con semplicità e convinzione: «La vocazione missionaria è proprio un grande dono di Dio. Il beato Guido Conforti, nostro fondatore, diceva: "Dio non poteva essere più buono con noi!". Sono pieno di gioia perché il Signore mi ha fatto il grande dono di essere missionario, di stare vicino a tutta la gente che soffre. Questa è la cosa più importante».








