Sinodo, La Parola: Un Dio muto, un uomo sordo?
Dio si manifesta per stabilire un rapporto interpersonale di verità e di amore con ogni persona e con l'umanità, che egli ha creato.
Dio parla. È bene saperlo. Immaginate un Dio muto: sarebbe come una statua perfetta, ma fredda; un idolo che non è interessato a chi lo guarda e ammira. Dio invece parla. Ma non è un chiacchierone, né parla a vanvera. Dio parla perché ama. Parla a noi affinché possiamo riconoscere il suo amore e interesse per noi e corrispondiamo con altrettanto amore e interesse.
Perciò ogni volta che leggiamo o ascoltiamo attentamente la Bibbia, il Signore ci invita a un rapporto interpersonale profondo e spirituale, sempre più intimo di comunione tra lui e noi, e anche tra di noi. In più noi sappiamo che la Parola è "efficace e compie ciò che afferma" (Ebrei 4,12).
Perché questo avvenga e per provarci gusto, da parte nostra occorre la voglia di metterci in rapporto con Dio che parla. Immaginate un uomo sordo: quanto è difficile avere un rapporto! A volte ci capita di vivere insieme con persone "sorde", anche a noi care. Tendono a isolarsi, e noi contribuiamo ad isolarle, per la difficoltà di comunicare.
Non c'è peggior sordo di chi...
Ma il peggio è quando uno ci sente, e fa le orecchie da mercante: "non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire!". Capita a tutti noi - chi più chi meno - di non voler sentire Dio. Come per gli altri sensi, anche per l'udito, il cuore e la mente occorre l'igiene, per non contrarre malattie; occorre l'esercizio per affinarne l'uso. Ascolta meglio chi ama, chi si fida, chi apprezza e ammira.
Questo è vero anche a livello della società e della storia umana. Nelle nostre culture occidentali, in modo particolare, ci sentiamo artefici e quasi padroni della nostra storia. Abbiamo difficoltà ad accettare che qualcuno interferisca con il nostro mondo, si intrufoli dentro e disturbi la nostra vita, senza che noi l'abbiamo cercato o desiderato.
È un atteggiamento che si verifica anche nei riguardi di Dio: dubitiamo di lui o non desideriamo che egli faccia irruzioni nella nostra vita e venga a disturbarci. Eppure, il nostro Dio non può tacere: la sua è una Parola d'amico, sempre a nostro favore, anche quando ci rimprovera; rispetta sempre la nostra libertà, anche se ci chiede di prenderci le nostre responsabilità, nel profondo della coscienza.
Con questo metodo - lo vogliamo o no - la Parola di Dio intreccia la nostra storia umana, se non altro per continuare a dirci che Dio c'è e resta a nostra disposizione. Così la nostra storia di uomini e donne, di famiglie e di popoli, non è fatta solo di pensieri e di azioni umane, ma anche di una Parola che nella storia è diventata "Dio con noi".
Una parola o tante parole?
La chiesa ha il compito di annunciare a se stessa e al mondo questa iniziativa imprevedibile di Dio: "Egli mandò il suo Figlio a dimorare tra noi e a illuminare il mondo, che egli ha creato" (cf Giov. 1,1-18). Scrive Origene: "La Parola di Dio non è una molteplicità di parole; non è molte parole, ma una sola Parola che abbraccia un gran numero di idee, e ciascuna idea è una parte della Parola nella sua totalità".
Afferma giustamente sant'Ireneo: "Cristo ci ha recato ogni novità portandoci se stesso". In sé, egli ricapitola tutto ciò che Dio ha da dire all'umanità per sempre. Ma per comprendere l'unica Parola che è Gesù, anche noi cristiani dobbiamo farci aiutare dalle Scritture. Gesù stesso faceva così: spiegava ciò che si riferiva a lui nelle Scritture (cf. Luca 24,27; 24,44ss).
Perciò anche noi dobbiamo fare lo sforzo di comprendere Gesù "secondo le Scritture", ossia nella storia del popolo che Dio ha scelto e che ha atteso il Messia; nella storia della comunità cristiana che lo annuncia con la predicazione, lo medita nella Bibbia, lo ama nella vita; e anche nella storia di tutti i popoli e dell'umanità, nella diversità delle religioni e delle culture.
Questa esigenza può sembrare un ostacolo per tanti cristiani che preferiscono leggere solo i vangeli o, al massimo, i libri del nuovo Testamento. Ma la conoscenza del Testamento antico resta importante per comprendere la Parola nuova e anche la Tradizione della chiesa e l'eredità religiosa dell'umanità.
Si può dire che la Parola di Dio è come una sinfonia, suonata da molti strumenti. Dio, infatti, nel corso della lunga storia, parla in molti modi e con diversi annunciatori. Ognuno ha un suo posto e suono diverso che ha valore non tanto in sé, ma nell'insieme della sinfonia. E questa lunga storia continua ancora.
Domande: La Bibbia, Parola di Dio
- Per quali ragioni oggi la Bibbia viene desiderata dai cristiani? Come contribuisce alla loro vita di fede?
- Come viene accolta tra gli uomini di cultura e nella scuola? La catechesi e la preghiera sono guidate dalla Parola di Dio? Quali sono i difetti più comuni?
- Si tiene conto del "senso spirituale" della Scrittura come senso ultimo voluto da Dio?
- Come viene accolto l'Antico Testamento? Si può dire che la conoscenza e la lettura dei vangeli siano sufficienti? Quali sono oggi le "pagine difficili" della Bibbia?








