“Senza di me non potete fare nulla”
Tema del "Paginone": Non possiamo vivere senza... la domenica
Tutti i popoli e tutte le religioni, durante l’arco dell’anno, hanno feste da celebrare, giorni speciali da riservare alla memoria di eventi sacri. Tuttavia, oltre a ebrei e cristiani, non c’è altro popolo al mondo che riservi un giorno settimanale per Dio. Alcuni Paesi musulmani hanno riservato la vacanza al venerdì di ogni settimana. L’hanno fatto non per esigenza della propria religione, ma per... non essere da meno dei cristiani e per distinguersi da loro.
Hanno cominciato gli ebrei, per una speciale rivelazione di Jahvè, a riservare il sabato, ultimo giorno della settimana lavorativa, per onorare Dio il Santo, meditare le meraviglie da lui compiute e pensare alle cose dello spirito.
Poi sono venuti i cristiani, che hanno spostato il giorno da santificare dall’ultimo al primo giorno della settimana, perché è proprio il primo giorno che Cristo è risorto, iniziando la nuova era dell’umanità redenta. Dall’antico al nuovo testamento: dal sabato, giorno di riposo assoluto dopo il lavoro della creazione, alla domenica, giorno dell’incontro e dell’annuncio. Dal sabato immobile alla domenica in cui nessuno riesce a star fermo, perché è tutto un via-vai di gente che corre, appare, annuncia, riferisce... la Buona Notizia del Risorto: è il vero “giorno del Signore”.
Ed è proprio così. Gli ebrei non possono vivere “senza” il sabato. Noi cristiani non possiamo vivere “senza” la domenica. Il giorno di festa settimanale è diventato parte della nostra vita. Non perché è un’esigenza del mercato, del consumo o del divertimento. Ma perché è il “giorno del Signore”. E senza il Signore è davvero impossibile vivere.
Certo, si vive anche senza. Diciamo, si vivacchia! Ma è proprio vita vera? vita piena? vita donata?







