Cosa succede a stare con Dio
Si chiama “Compro-missione” la proposta che i saveriani fanno a quei giovani che hanno terminato il percorso triennale di “Missione giovani” e desiderano comprendere il progetto che Dio ha su di loro. Infatti, questo percorso si svolge in due anni.
Nel primo, i giovani sono aiutati a conoscere meglio se stessi; nel secondo anno i giovani cercano di capire a quale tipo di vita Dio li chiama per la propria realizzazione. Ai giovani è chiesto di scegliere una guida spirituale che li aiuti a discernere la proposta di Dio per ciascuno di loro.
Inizio titubante, poi…
Quando i saveriani mi hanno chiesto se volevo intraprendere il cammino di “compro-missione” ero un po’ titubante.
Perché avrei dovuto accettare?
Nel gruppo “Missione giovani” mi trovavo bene, anzi benissimo! E poi “compro-missione” era un nome che mi faceva quasi paura, avvolto da un alone di mistero. Conoscevo molti giovani che avevano fatto questo tipo di percorso, ma nessuno mi aveva mai detto cosa fosse realmente. Poi ho pensato che fosse giunto anche per me il momento di crescere e ho accettato di provare.
Al primo incontro sono arrivata un po’ timorosa: le facce che vedevo erano quasi tutte conosciute, ma ce n’era anche qualcuna nuova. Dal primo incontro sono tornata a casa entusiasta, ma ho pensato anche che era troppo presto per giudicare; ero solo all’inizio, ma con il passare dei mesi sono sempre più convinta della scelta fatta.
Un clima accogliente
I lunghi momenti di silenzio che, a causa della mia eccessiva loquacità temevo tanto, adesso mi appaiono il tempo appena sufficiente per riflettere. E poi ci sono le condivisioni, la parte che più preferisco.
Il clima è raccolto e accogliente: ci fa sentire a nostro agio nell’aprirci agli altri.
Ricordo che al primo incontro eravamo tutti un po’ timorosi e ci sussurravamo a vicenda: “comincia tu a parlare”. Adesso, a pensarci, mi viene quasi da ridere perché dopo solo qualche mese, appena ci sediamo, prendiamo subito la parola senza perder tempo, perché sappiamo che ogni minuto è prezioso per aprirci e per arricchirci con le parole degli altri.
Infatti, dopo ogni condivisione, un animatore ci risponde con un “grazie”, ma è un grazie che fa sciogliere il cuore, perché non è una formalità o un gesto di buona educazione. È una parola che fa sentire ognuno di noi apprezzato, capito, appagato. Insomma, sono ancora all’inizio, ma la mia esperienza è più che positiva e sono sicura che lo sia anche per i miei compagni di cammino.


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