Saverio e fraternità sacerdotale, Con il reggino p. D. Calarco
Chissà se san Francesco Saverio aveva in mente di fare anche questa grazia alla chiesa: promuovere la fraternità sacerdotale, tanto necessaria e benefica per i sacerdoti e per la chiesa, che lui amava tanto!
Una grazia simile è avvenuta proprio a Gallico il 2 dicembre scorso, nell'anniversario della sua nascita, 500 anni fa. Quel giorno, la comunità dei missionari saveriani ha ospitato, a Gallico Superiore, presso il santuario della Madonna della Grazia, un folto numero di sacerdoti diocesani e religiosi, per ricordare l’evento e per trascorrere una giornata di spiritualità missionaria.
Amici che s'incontrano
Con noi c'era un relatore importante: il professor p. Domenico Calarco, saveriano originario di Bagnara Calabra. Padre Domenico ha presentato ai sacerdoti un'elevata riflessione sul tema, "La gratitudine, principio e fondamento della vita di san Francesco Saverio". Ha parlato in modo così profondo e convinto, che ci ha fatto sentire san Francesco come un modello di vita per tutti noi presenti.
Ma la presenza stessa di padre Domenico ha contribuito a creare cordialità con i sacerdoti. Egli infatti è stato allievo del seminario di Reggio Calabria. Vari sacerdoti hanno rivisto il loro compagno di studi, altri il loro insegnante di un tempo. Anche la fraternità territoriale ha aggiunto cordialità all’incontro. Molti sacerdoti hanno espresso la loro gratitudine per i vari servizi pastorali che la comunità saveriana offre nelle varie parrocchie del territorio.
Insieme ancora: perché no?
È seguita l’agape fraterna a mezzogiorno, preparata dalle abili mani delle "signore cuoche" Rosa e Lina, assistite da un team di inservienti internazionali, Tommaso e Drittan. Insomma, è stata una cosa di alta classe che ci ha fatto crescere tutti di qualche... centimetro.
Non poteva mancare la foto di gruppo per immortalare tanta cordialità, seguita dai calorosi saluti finali, con la promessa di ripetere, l’anno prossimo, questa dolce esperienza di fraternità sacerdotale e missionaria. Un augurio certamente genuino e sincero. Lo si leggeva sulla faccia di tutti.








