Roberta e l'urlo che scuote
Quest'anno ho avuto occasione di incontrare tre donne sposate, malate di sclerosi multipla o a placche. Una di loro - "Roberta" - mi ha regalato il suo libro dal titolo "La Truffa", rafforzato dalla frase, "Una spallata e ho truffato persino la sclerosi multipla".
Roberta è stata campionessa regionale di judo dell'Emilia-Romagna, a Bologna ha praticato il Tai Chi Chuan per dieci anni, fino a diventarne maestra. L'arte marziale ha preparato il suo carattere ad affrontare la lotta contro le avversità della malattia. Ora Roberta è un'invalida civile nell'azienda in cui lavora, con la sua laurea in geologia: una diversamente abile con il dottorato di ricerca.
A pagina 57 si comprende che il titolo "truffa" è riferito alle case farmaceutiche per certi loro prodotti non verificati, con gravi effetti collaterali negativi. "Quando si è disperati, si è pronti a tutto! L'arte dell'imbroglio, della frode, dell'inganno, del raggiro, dell'insidia e del falsare mi scorrono nel sangue".
Roberta si definisce un'andicappata urlante. Urla a noi che viviamo in una società incivile - come lei scrive - per la maleducazione che regna dappertutto; urla ai neurologi perché non siano funzionari delle ditte farmaceutiche; urla ai governanti che hanno ridotto l'assistenza per gli invalidi; urla ai falsi invalidi che danneggiano quelli veri.
Affronta la malattia con questa forte convinzione: "L'impossibile esiste solo finché non troviamo un modo, per renderlo possibile". Dedica il libro a "Davide e Rosy che ogni giorno mi compatiscono, cioè soffrono con me, mi sopportano e supportano". Leggendo ho scoperto che Davide è suo marito e Rosy la collega di lavoro.








