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''Buon divertimento!'', L’augurio migliore per la Messa?

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Una domenica pomeriggio ero a Messa nella piccola chiesa della fraternità di Vicomero, vicino a Parma. Durante la lettura del vangelo qualcuno bussa alla porta. "Che strano!", penso. Era uno degli amici della fraternità che dice: "Scusate, io vi saluto; me ne devo tornare a casa". E aggiunge: "Arrivederci e buon divertimento!". Ho trattenuto la risata nel sentire quest'ultimo curioso augurio, soprattutto quando l'assemblea gli risponde un po' imbarazzata e tutta in coro, celebrante compreso: "Grazie, arrivederci".

Il dibattito tra gli studenti

La sera, tornato a casa, racconto l'episodio ai miei compagni studenti di teologia. La storia fa ridere tutti, meglio di una barzelletta. Ma subito si apre una discussione. Uno afferma che l'Eucaristia è una cosa seria e quindi non andrebbe disturbata né interrotta da qualcuno che si mette a bussare alla porta; caso mai si entra senza disturbare. Ma, aggiunge un altro, la porta non dovrebbe neanche essere chiusa, perché tutti sono invitati. Un altro fa notare che la Messa è "riunione" importante, in cui si celebra il Sacrificio del Figlio di Dio, che ha dato la vita per noi, e non è un divertimento. Un ultimo studente ha un'idea diversa: la Messa è la festa del banchetto del Signore, una bellissima santa Cena, insomma...

Non avendo ancora fatto dei corsi sull'Eucaristia a scuola, oso anch'io prendere posizione a favore di quest'ultima idea, secondo cui va bene anche l'augurio di "buon divertimento!". Tanto più che il prete della mia parrocchia si mette sempre all'ingresso della chiesa, prima dell'inizio della Messa, per accogliere i fedeli e li saluta dicendo: "Benvenuti alla cena del Signore!".

La simpatia con Gesù

La felicità della Messa non è solo questione di arte e di bellezza nel modo di celebrare, di proclamare la Parola, di predicare, di cantare, di partecipare, di scegliere bene i segni. Questo sarebbe già molto. In un incontro dei "Martedì della missione", p. Menin ha detto che se c'è recupero della bellezza, anche l'evangelizzazione si rinnova, perché con l'arte il cristianesimo guadagna in gratuità e non si riduce in moralismo o in vuota retorica.

La felicità della Messa è anche e prima di tutto una questione di simpatia con Gesù, al punto da godersi lo stare con Lui, volergli talmente bene da avere nostalgia del suo appuntamento. La parola "ri-creazione" esprime bene questo sentimento. La felicità della Messa non è un'emozione incostante, ma è completata dalla volontà, per esprimere tutto l'amore e l'amicizia con il Signore risorto. Se è così, allora davvero a chi partecipa alla Messa anch'io dico: "buon divertimento!".



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