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L’Amoris Laetitia di papa Francesco risuona come un faro nella formazione del Laicato Saveriano quest'anno. A febbraio, ci siamo immersi nel testo papale, esplorando il tema della carità a partire dal numero 97, ampliando la nostra lente dall’individuo alla comunità.

Al centro della riflessione c’era la logica dell’amore cristiano: non superiorità o imposizione di potere, ma servizio umile, come ci insegna Gesù in Matteo 20,27 (“Chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore”). L’amore si manifesta anche nell’amabilità: modi gentili, parole pacate e gesti premurosi che evitano di ferire. La cortesia, espressione di sensibilità e altruismo, richiede di coltivare mente e sensi, imparando ad ascoltare, parlare e, talvolta, tacere. Essere amabili non è una scelta opzionale per il cristiano, ma un'esigenza irrinunciabile dell’amore.

Il pessimismo può offuscare la vista, portandoci a focalizzarci sui difetti altrui. Uno sguardo amorevole, invece, ci permette di guardare oltre i limiti, accogliendo l’altro con tolleranza e aprendoci ad un progetto comune, nonostante le differenze. Per approfondire il tema, abbiamo ascoltato la preziosa testimonianza di Paolo Romano, amico di lunga data del Laicato Saveriano. La sua storia trentennale con la moglie Donata, recentemente scomparsa, è un esempio di accoglienza e amore concreto. Insieme, hanno dedicato la loro vita ad accompagnare chi era nel bisogno, aprendo una casa-famiglia e attivandosi in diverse esperienze di volontariato.

Dalla casa-famiglia ad una rete di accoglienza, Paolo ha raccontato con umiltà le sfide e le gioie di questo percorso, dalla costruzione di una rete di solidarietà alla trasformazione del volontariato in impresa sociale.
Paolo ha sempre avuto un ruolo di ponte tra il mondo ecclesiale, da cui proviene, e le realtà civili e politiche del territorio. Attualmente, è membro attivo della Rete della pace di Salerno, nata per promuovere il dialogo e l’incontro. E quello con Paolo Romano ci ha ricordato che l’amore è la chiave per superare le divisioni e costruire relazioni autentiche e inclusive. La sua testimonianza ci invita ad essere costruttori di ponti, testimoni di un amore che abbraccia e unisce, nella comunità e nel mondo.

L’esperienza del Laicato Saveriano ci lascia con una rinnovata speranza e un impegno concreto: vivere l'amore come forza capace di colmare le divisioni e di costruire un futuro di pace e fraternità.



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