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Davanti alle chiese dei paesi di San Pietro in Vincoli e Gambellara si vedono ancora le croci ferree della "missione popolare" fatta verso il 1880 nella diocesi di Ravenna. Una croce simile si trova anche nel corridoio che dal cortile dell'episcopio porta alla sagrestia della cattedrale di Ravenna.

I segni della passione

Era tradizione alla fine delle "missioni popolari" innalzare croci ferree, di solito a ricordo della  predicazione svolta, delle processioni fatte, dei roghi dei libri proibiti... Prima di alzare la croce in alcuni paesi si interravano ai suoi piedi le armi usate per atti violenti, come segno e promessa di conversione, in modo particolare dopo le guerre.

Queste croci portano i segni degli strumenti della passione e crocifissione di Gesù Cristo: il cartiglio della condanna, la lancia che trafisse il costato di Gesù e l'asta per porgergli l'aceto, il calice, i tre chiodi che fissarono al legno le mani e i piedi del Crocifisso, il gallo del tradimento di Pietro per ricordare la nostra possibilità di tradire Gesù. In basso, si può leggere il monogramma di san Bernardino da Siena: "IHS", che vuol dire, "Gesù Salvatore degli uomini".

Dalla parte dei crocifissi

La tradizione dell'impero romano ci ha lasciato un'idea di croce come supplizio pubblico, riservato agli schiavi e ai ribelli, un deterrente per mantenere il dominio. La religiosità popolare, predicata da ordini e congregazioni religiose prima e dopo il concilio di Trento, ha portato alla diffusione della via crucis, delle quarantore eucaristiche, della recita del rosario, della frequenza ai sacramenti, come è in uso in tutte le chiese. I fedeli vedevano nel dolore di Gesù il senso del proprio patire.

Ora, invece, la nuova pastorale è basata sulla predicazione e lettura personale e comunitaria della Bibbia e sulla pratica generosa della vita cristiana nel mondo. La resurrezione ci fa stare dalla parte dei "condannati crocifissi" e non dei crocifissori, e non ci fa dimenticare il Cristo Crocefisso e Risorto.

Il simbolo originale della croce in un cerchio ci orienta, come i quattro punti cardinali, nella direzione delle strade sconosciute della vita. Il segno rivelava il significato della nostra vita nella dimensione del sacro, che ci porta oltre l'esistenza in questo mondo.



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