Rinfrancare lo spirito e la salute, Tre mesi a Tavernerio
Facendo un po' il bilancio del mio "anno sabbatico" in Italia, trovo solo motivi per ringraziare il Signore. Avevo programmato l'anno dividendolo in due periodi: il primo a Tavernerio, per partecipare al corso di formazione permanente, conosciuto come "i tre-mesi"; il secondo a Roma, per aggiornare gli studi di missiologia fatti in Brasile più di dieci anni fa.
Avevo lasciato lo Xingu (Amazzonia) nell'epoca delle "Queimadas", cioè il momento in cui si dà fuoco alla foresta per aspettare le prime piogge e seminare. Quando sono arrivato a Tavernerio avevo ancora addosso "l'odore" dell'Amazzonia.
Sull'aereo che da San Paolo mi portava a Milano, pensavo che avrei dovuto comprare i vestiti per affrontare il freddo inverno dell'Italia. Una preoccupazione subito risolta. All'aeroporto di Milano c'era mio fratello ad aspettarmi. Ho avuto difficoltà a riconoscerlo. Aveva fatto una cura dimagrante e aveva ripreso a fare sport perdendo un bel po' di chili. Era dimagrito tanto che aveva dovuto rinnovare il suo guardaroba; così io avrei potuto usare i vestiti che ormai a lui non andavano più bene.
Ho avuto conferma che la Provvidenza davvero pensa a tutto...
Trascorsi alcuni giorni con i miei genitori a Rezzato (Brescia), ho preso il treno per Tavernerio. La casa saveriana, circondata dal bel parco, si è presentata come una grande oasi in cui ho potuto rallentare il ritmo delle mie attività e dare tempo all'incontro con altri missionari e missionarie, venuti da Paesi di altri continenti e con esperienze ben differenti dalla mia. Ho approfittato della possibilità di tessere relazioni con confratelli e consorelle, che portavano sulle loro spalle storie, conoscenze e saggezze che erano frutto della loro vita di missione, fatta in contesti culturali e religiosi differenti dal contesto brasiliano.
Il corso ci è stato presentato fin dall'inizio non come un corso di formazione teologica o pastorale, ma di rinnovamento personale. Insomma, un tempo per rivedere se stessi, la propria vita, il proprio modo di essere; un tempo per rinnovare il progetto personale di vita. Il corso si prefiggeva di stimolarci, di suscitare il gusto della nostra vita spirituale, tenendo presente soprattutto il nostro ritorno in missione.
Comunque, c'era anche spazio per alcune attività manuali. Il bravo p. Franco Bertazza, responsabile del parco, aveva sempre qualche lavoretto in programma e accettava volentieri una mano: pianta un nuovo albero qui, pota un albero là, taglia l'erba del prato... In pochi giorni avevo imparato a usare la motosega da far invidia a un tagliaboschi!
Anche quello è stato un modo per rafforzare l'amicizia tra noi.








