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Rimanere in Sierra Leone nonostante tutto

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Fratel Bruno Menici

"Hanno bisogno di noi. Nonostante tutto, resto qui". La voce di Bruno Menici, Saveriano laico, arriva chiara. Risponde da un telefono satellitare. Dal centro pastorale di Lungi, non lontano dall'aeroporto. Dopo il sequestro dei sei missionari (tra i quali i bresciani "Guri" Zambiasi e p.Girolamo Pistoni, di cui riferiamo in questa stessa pagina) e delle suore di Madre Teresa di Calcutta, quattro delle quali morte durante gli scontri tra i ribelli del "Ruf" e le truppe dell'Ecomog, la Sierra Leone continua ad essere un paese ad alto rischio. E non solo per gli stranieri.

Bruno Menici, tuttavia, continua a ritenere che questo sia il posto dove stare. "Almeno - dice - fino a quando i miei superiori non riterranno opportuno diversamente. Qui a Lungi non c'è pericolo. Si comincia a trovare qualcosa da mangiare. Ho sentito dire che in qualche zona di Freetown e a sud, ci sono ancora combattimenti con i ribelli. Anche l'altra notte, da qui abbiamo sentito rumore di spari.

Intanto sono i problemi di tutti i giorni ad impegnare a tempo pieno Bruno Menici e gli altri Saveriani. A Freetown, infatti, ci sono ancora alcuni giovani che stanno seguendo gli studi per entrare nella Congregazione. Ma fino ad ora non hanno potuto raggiungere la Casa di Lungi. "Ad uno di loro i ribelli hanno bruciato la casa". Si è salvato gettandosi fuori da una finestra, prosegue fr.Bruno. "Dovrebbero arrivare in questi giorni, li stiamo aspettando. Il traghetto funziona, ma i militari dell'Ecomog selezionano i passeggeri. Fanno salire solo chi vogliono".

Mentre si comincia a parlare di una possibile trattativa tra il presidente Kabbah ed i ribelli del "Ruf", affiancati dall"'Afrc" dei militari dell'ex giunta golpista, Bruno Menici guarda al futuro. "Nelle regioni dell'interno i ribelli sono ancora attivi. La scorsa settimana hanno saccheggiato la missione di Madina, dove io e "Guri" avevamo organizzato la nostra clinica mobile.

Ci sarà tutto da ricostruire, ma per ora non si può fare nulla. Solo lasciare tutto com'è. Anche per far capire alla gente che molte cose potevano essere evitate. Da parte nostra c'è l'impegno a ricominciare. Rimaniamo qui. Dove c'è ancora bisogno di noi".



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