Religioni in armonia…
Pubblichiamo la seconda e ultima parte del contributo inviatoci da p. Pio De Mattia sulla sua nuova esperienza missionaria in Etiopia.
Nella chiesa ortodossa etiope sono presenti, insieme, sia la fede ebraica, sia quella cristiana. Coesistono e s’integrano armoniosamente. Infatti, mentre la chiesa cattolica prende dal Vecchio Testamento solo l'aspetto spirituale-etico, la chiesa ortodossa etiope pratica integralmente le prescrizioni del Vecchio Testamento e le norme del Nuovo Testamento, omettendo solamente il sacrificio cruento degli animali.
Quand’ero a Meki, ho letto il Direttorio della chiesa ortodossa: "L'Etiopia, già prima della nascita di Cristo e dell'introduzione del cristianesimo, seguiva gli insegnamenti del Vecchio Testamento (la legge di Mosè) come la propria base religiosa. Dopo l'introduzione del cristianesimo, Vecchio e Nuovo Testamento diventarono le basi della sua fede cristiana (p. 7). La Chiesa Ortodossa etiopica è una chiesa antica basata sugli insegnamenti dei Profeti e degli Apostoli" (p. 15).
Gli elementi del Vecchio Testamento
In Etiopia quindi la tradizione ebraica è viva e operante, così come avviene in Israele. Ecco alcuni esempi di elementi veterotestamentari praticati oggi in Etiopia.
- Tutte le feste religiose del VT sono riportate nel calendario etiopico e sono celebrate solennemente.
- In accordo con la dottrina del VT, si crede che dopo la morte ci sia lo sheol (è rifiutata l'esistenza del purgatorio).
- Ad 8 giorni dalla nascita, i bambini ricevono sia la circoncisione che il battesimo.
- Le attuali norme sui cibi puri e impuri sono le stesse presenti nel Levitico (non si mangia la carne di maiale e di altri animali prescritti); anche la macellazione degli animali è fatta in modo rituale.
- Sono giorni festivi sia il sabato, sia la domenica.
- Com’era per il Tempio di Gerusalemme, anche le chiese ortodosse sono divise in tre zone (preti-uomini-donne); la parte centrale è il Sancta Sanctorum, in cui può entrare solamente il sacerdote.
- Analogamente alla scuola della sinagoga ebraica, ogni chiesa etiopica ha la sua sinagoga con scuola del testo sacro, della musica e della danza liturgica, e sono presenti anche il gruppo degli scribi e quello dei leviti.
- Gli strumenti musicali liturgici sono gli stessi che erano prescritti e usati ufficialmente nelle liturgie del VT.
- I nomi dei fedeli sono quelli del VT, specie dei patriarchi e dei profeti, mentre del NT ricorrono i nomi della Vergine Maria, di San Giuseppe e degli apostoli. I nomi dei grandi santi occidentali, come Francesco, Teresa, Domenico, Luigi, Vincenzo… qui sono inesistenti.
- Non poche norme civili tradizionali sono influenzate dallo spirito biblico; a livello locale spesso la giustizia è amministrata negli incroci o nel mercato, come avveniva al tempo dei Giudici; inoltre il gruppo degli anziani del villaggio spesso dirime i litigi, sullo stile della legge orale ebraica.
Un caso unico al mondo!
Così, in tremila anni di fede biblica, l’animo, la cultura, le tradizioni, le arti dell'Etiopia si sono impregnati profondamente della ricchezza sia del VT che del NT. Dal canto suo, la chiesa cattolica accoglie gran parte di queste caratteristiche della chiesa ortodossa, e ciò per motivi ecumenici, avendo entrambi la stessa radice biblica, cristiana e socio-culturale.
Appare evidente il caso singolare (unico al mondo) dell'Etiopia cristiana: in essa coabitano armoniosamente il V.T. e il N.T., e ciò le permette di presentarsi al mondo come esempio (e strumento) concreto del dialogo sia interreligioso tra ebraismo e cristianesimo, sia ecumenico tra chiesa ortodossa e cattolica.
Nonostante tante vicissitudini politiche, la chiesa Etiope ha saputo difendere strenuamente (anche con le armi) la propria fede ebraico-cristiana. A partire dal VII secolo e a causa della vicinanza della penisola arabica, il pericolo era costituito dalle frequenti incursioni degli eserciti musulmani. Non c’è stato secolo che non abbia visto scorrere il sangue dei cristiani, generando così tantissimi martiri.

Il pericolo terrorismo
Nell’Etiopia moderna, il pericolo islamico è duplice: interno ed esterno. I musulmani sono il 35% della popolazione, ma finora rimangono calmi per la continua vigilanza e determinazione dei cristiani ortodossi. Il pericolo esterno riguarda i continui tentativi dei terroristi islamici shabaab che dalla vicina Somalia cercano di penetrare per fare attentati (come avviene spesso in Kenya). Spesso sono neutralizzati dall’esercito etiopico, ben allenato a contrastare la guerriglia.
Subdolo, invece, è il pericolo esterno, rappresentato dall’Arabia Saudita e dagli altri Paesi del Golfo. Con montagne di petrodollari essi costruiscono moschee ovunque (specie nella capitale Addis Abeba, che vogliono dichiarare città islamica). Allo stesso modo, cercano di condizionare politicamente ed economicamente il governo del paese e le amministrazioni locali, affinché si allineino sempre più alle istanze islamiche. Quindi, restringono progressivamente lo spazio concesso all’azione delle chiese cristiane, specie l’ingresso nel Paese, per motivi religiosi.
Finora, però, l’Etiopia è rimasta prodigiosamente un'isola cristiana all'interno di un grande contesto islamico, agguerrito e perennemente minaccioso.
Un apprezzato piccolo gregge
La chiesa cattolica (rito latino e orientale) è appena l’1% della popolazione, un piccolo gregge. Però, essa svolge egregiamente la sua funzione di luce, sale e soprattutto lievito. È apprezzata e ricercata sia dal governo che dalla popolazione per il suo forte dinamismo in campo socio-umanitario. Infatti, anche in Etiopia missioni e parrocchie s’impegnano giornalmente in campo sanitario, scolastico, agricolo, tecnico, culturale, formativo, umanitario, in difesa degli emarginati, della giustizia, dei diritti umani…
La testimonianza concreta di amore a Dio, manifestata nell’amore generoso al prossimo, è la ragione principale di conversioni frequenti. Ciò avviene specialmente nelle regioni del Sud, in un contesto islamico, dove si trova il vicariato di Hawassa, nel quale è presente quasi un terzo dei cattolici etiopi.
Qui risiedo per offrire ai fedeli la mia collaborazione in campo giudiziario. È un impiego temporaneo, che può essere rinnovato, così come il mio visto di soggiorno, che ora attendo pazientemente in Italia, da dove vi ho scritto.
[FINE - Prima parte pubblicata nel numero di maggio]







