Nuova sentinella dello Spirito
P. Luigi Zucchinelli, superiore della comunità di Tavernerio, il 13 aprile è stato nominato dal vescovo, mons. Cantoni, nuovo delegato per la Vita Consacrata della diocesi di Como. Lo abbiamo intervistato.
Come hai saputo del nuovo incarico?
Il sabato precedente la domenica delle Palme, mons. Cantoni mi ha detto che sarebbe venuto a trovarmi. La notizia mi ha sorpreso, tanto che mi sono chiesto: cosa ho combinato perché il vescovo mi voglia vedere? Nell’incontro, mi ha chiesto la disponibilità di essere suo Delegato per la Vita Consacrata in diocesi.
Cosa hai provato?
Allo stupore è subentrato il timore di dover dire “sì”; la richiesta del vescovo sembrava troppo impegnativa per me. Poi, confortato dall’assenso dei superiori, ho comunicato la mia disponibilità.
Qual è la situazione della Vita Consacrata a Como?
La nostra diocesi è molto ricca di Istituti religiosi maschili e femminili, società di Vita Apostolica, Ordo Virginum, Istituti Secolari che si mettono a servizio, con spirito profetico, della popolazione: poveri, ammalati, insegnamento, accoglienza, aiuto pastorale ai parroci.
Cosa pensi di fare?
Prima di tutto mi metterò a disposizione del vescovo per attuare le disposizioni che mi vorrà affidare. Inoltre, vorrei impegnarmi per promuovere un’intensa partecipazione alla vita della chiesa particolare. Cercherò di curare i rapporti con le segreterie di religiosi, religiose, membri degli Istituti secolari e mi darò da fare per favorire la promozione delle vocazioni alla vita consacrata in collaborazione con il Centro diocesano per le vocazioni.
Mons. Oscar cosa vi ha chiesto?
Il nostro vescovo, già dai primi giorni, ha mostrato una particolare attenzione per la Vita Consacrata. Ci ha invitato ad aprirci alle novità di Dio, alla sua fedeltà e a vivere perennemente da innamorati di Dio in una perfetta unità e sintonia tra consacrati, presbiteri, diaconi e laici, tutti impegnati in un’unica missione. Inoltre, ci ha stimolati a essere un richiamo forte per i laici, perché anch’essi si impegnino nell’amore fraterno, nell’apertura solidale con i poveri, nel coltivare il primato dello Spirito. Ci ha incoraggiato a stare nella chiesa come delle “sentinelle” per indicare i nuovi sentieri dello Spirito. Infine, ci ha spronati, attraverso i nostri vari carismi, alla costruzione del mondo secondo il vangelo ed essere sempre testimoni di speranza.
E il compito dei saveriani?
In diocesi ci sono due Istituti missionari: comboniani e saveriani. Tante volte si parla di spirito missionario, ma si vede troppo poco una chiesa che esce da se stessa per evangelizzare. Mi piacerebbe tanto aiutarla ad essere aperta, proiettata verso chi non crede...







