Provocazioni per la nostra missione
La croce - Ogni cristiano autentico cerca di seguire il modello san Paolo, perché ognuno è missionario. Al missionario che parte viene consegnata una croce: "Va' dagli altri disarmato, per stare con loro e attendere che Dio si riveli nella tua vita e nel mondo; impegnati a cambiare quella parte di mondo dove sei".
Le radici e i rami - Le tue radici sono dove sei nato e cresciuto, ma i rami dell'albero sono fatti per allargarsi. Non troncare i rami, altrimenti sarai un bonsai, un cristiano bonsai. I rami devono fare ombra sul mondo intorno a noi. Noi ci portiamo dietro il nostro mondo - le nostre radici -, ma i rami devono allargarsi e andare anche altrove. Se rimaniamo bonsai, non facciamo nidi, non ospitiamo uccelli, ma solo le zecche.
Gli occhi non vedono - Per sapere come cammino, devo chiederlo a un altro. Chi porta gli occhiali non vede le lenti! Per vederle li deve togliere. Non si può vedere tutto con i nostri occhi. È vero, abbiamo gli stessi occhi, guardiamo le stesse cose, ma non portiamo lo stesso sguardo su ciò che guardiamo: la vista è uguale, ma lo sguardo è diverso. Ci fidiamo troppo dei nostri occhi e poi ci accorgiamo che sono fragili e non riusciamo a fare il salto. Noi abbiamo un cuore, ma non lo vediamo. Quello che è dentro non possiamo vederlo con i nostri occhi.
Piccoli spazi - Se vuoi camminare lontano, devi fare delle tappe per riprendere energia. L'esperienza mistica è questo: penetrare nel Cristo, incontrarlo spesso, dargli spazio. Anche i piccoli spazi, se messi nel punto giusto, hanno un grande valore; possono cambiare il senso delle parole. Pensate alla parola "odio". Se riesco a inserire uno spazio dopo la prima "o", diventa l'inizio di una preghiera: "O Dio...". Nella grammatica scomposta del mondo, non è importante essere grandi, basta chiedere a Dio di essere un piccolo spazio messo nel punto giusto, perché cambi il senso della storia che stiamo scrivendo: una storia che appartenga a Dio.








